Figure della vita povera

COSA C’È DI POCO? COSA C’È DI TROPPO?

a cura della Piccola Accademia

Che cosa caratterizza le vite degli umani come povere o ricche? Cosa le innalza e le promuove? Cosa sempre e per essenza manca loro? Su queste domande di partenza, originate da una riflessione sulla povertà francescana, ha lavorato per due anni, dal 2012 al 2014, un gruppo di ricercatori che si diede l’ironico nome di «Piccola Accademia». L’intento era quello di avviare una ricerca multidisciplinare, per ritrovare, al di là delle specializzazioni, una scrittura dei saperi che toccasse i fondamenti della formazione in senso generale. Da questo lavoro è nata una serie di testi, schemi di ricerca, tavole, appunti, ripensamenti, suggestioni e proposte, che sono infine confluiti nel progetto di una grande installazione, nella quale i temi della “vita povera” hanno trovato espressione e visibilità. Di tutto ciò reca testimonianza la recente pubblicazione intitolata La vita povera. Album della Piccola Accademia (Accademia University Press, Torino 2015; edizione digitale: www.aAccademia.it/lavitapovera). Il ciclo sarà coordinato dai sei coautori, membri della «Piccola Accademia»: Antonio Attisani, Florinda Cambria, Tommaso Di Dio, Francesco Emmolo, Enrico Redaelli, Carlo Sini.

Ogni incontro evocherà una figura dell’installazione, ne mostrerà la plastica struttura tramite l’utilizzo di videoproiezioni, sollecitando i partecipanti ad attraversare in prima persona l’esperienza della «vita povera», sulla scorta di sette architetture tematiche. Queste le figure prescelte, che verranno trattate come grandi mandala sui quali operare in comune: Una moltitudine di vite povere, La povertà ribelle, La povertà rassegnata, La povertà inconsapevole, I poveri del lavoro, Le nuove povertà, Danze della povertà conquistata. In questa simbolica danza finale tutti saremo chiamati a collocarci, formulando le nostre ipotesi e le nostre provvisorie risposte.

Riflessioni