Attività in corso

Il punto
a cura di Florinda Cambria
Seminario di filosofia
a cura di Carlo Sini
Seminario delle arti dinamiche
a cura di Tommaso Di Dio, con la partecipazione di Florinda Cambria
Linguaggi in transito: Architettura
a cura di Cristina Bianchetti
Letture del mercoledì
a cura del Comitato scientifico
Mechané. Laboratorio di progettazione e costruzione di supporti formativi
a cura di Florinda Cambria, con la partecipazione di Carlo Sini
Incontri
Attrezzeria

Programma completo 2022-2023


Il punto

La vocazione transdisciplinare che ispira tutte le attività di Mechrí – i seminari e i cicli formativi documentati nel nostro Archivio on line, le iniziative pubbliche e la nutrita produzione di testi editi da Jaca Book con il logo «Percorsi Mechrí» – ha permesso di consolidare uno stile di lavoro nella conoscenza che unisce, senza soluzione di continuità, gli alti studi e la divulgazione, il mutuo insegnamento e l’autoformazione, la riflessione collettiva e la ricerca individuale. L’intreccio dei diversi linguaggi, che si confrontano e trasformano reciprocamente nelle sessioni programmate, ha via via delineato un profilo sempre più netto per la proposta culturale della nostra Associazione. Negli anni trascorsi ci siamo interrogati coralmente sui modi in cui il sapere si incunea nella vita e la vita diviene sapiente (per Jaca Book: AA.VV., Vita, conoscenza, 2018); sulla radice ritmica che scandisce i legami sociali e costituisce il segreto di ogni «virtù politica» (Dal ritmo alla legge, 2019); sulla relazione ossimorica che fa di una moltitudine un intero e viceversa (Le parti, il tutto, 2021); sul variare delle forme di vita e delle pratiche conoscitive condivise, sempre in bilico fra continuità e rivoluzione (Evoluzione, progresso, 2022); sull’impercettibile movimento che – come un soffio o una musica – fa vibrare la materia animando ciò che è inerte, segnando prossimità abitabili e distanze incolmabili (Vicino, lontano, in corso di pubblicazione); e poi sulle pratiche di conoscenza collettive, sulle politiche del sapere che delineano diversi progetti di umanità in cammino fra sperimentazione e tradizione, e aprono varchi, costruiscono spazi, tessono o sfilano orizzonti di senso per un presente sempre in bilico.
Intorno alla dimensione costruttiva della conoscenza, e del lavoro sociale che la rende possibile, gravita il programma delle attività proposte per il 2022-2023 sotto l’egida di tre verbi: COSTRUIRE, PROGETTARE, ARCHITETTARE. Essi suggeriscono la natura eminentemente pragmatica del sapere, ma anche il doppio movimento che è proprio dei processi conoscitivi, dove a essere tenute assieme (con-struite) sono anzitutto una traiettoria proiettiva (pro-gettuale), slanciata verso il luogo utopico di ciò che è a venire, e una traiettoria mnesica protesa verso (altrettanto utopici) presupposti, che costituiscono il principio (arché) di ogni architettare, l’antefatto archeologico di ogni progettare. Sospesi e irretiti da geometrie temporali contraddittorie, tracciamo tuttavia i perimetri precari del nostro vivere collettivo, portando involontario responso sulle nostre possibili provenienze e destinazioni, sugli strumenti che di quelle possibilità sono in gran parte gli anonimi autori.
Da oltre due anni ci siamo avvezzati a conciliare l’insostituibile esperienza di riunirci fisicamente nello spazio della nostra sede con la necessità di garantire la sicurezza sanitaria dei partecipanti. Perciò tutti gli incontri programmati si svolgeranno in modalità «mista»: si potrà partecipare agli incontri nella sede di via Spoleto 4, a turni di max. 35 persone (previa prenotazione on line), e sarà sempre garantita la possibilità di partecipare a distanza tramite collegamento su piattaforma elettronica. Fanno eccezione gli appuntamenti infrasettimanali (Letture del mercoledì), che si svolgeranno solo da remoto, e Mechané, il nuovo Laboratorio di progettazione e costruzione di strumenti formativi che, date le sue peculiarità (di seguito illustrate), prevedrà esclusivamente la partecipazione in presenza.
Prende così avvio l’ottavo anno di Mechrí: che sia questo 8 – diritto o rovesciato – di buon auspicio per coloro che non temono di sostare tenaci e intenti nel fremito del loro «fino a qui».

Seminario di filosofia

TEXTUS: ARCHITETTONICA DELLA VERITÀ PUBBLICA
a cura di Carlo Sini

Inizio corso: 08/10/2022, ore 15.00-18.30

Il discorso comune, ciò che definisce il sapere pubblico attraverso il tempo, la sua costruzione spaziale o architettonica: ecco il tema generale del Seminario, affrontato attraverso le trame del discorso, la sua composizione, il suo montaggio (per recuperare in questa veste temi preziosi svolti in passato nel Seminario delle arti dinamiche). Le trame del cammino seminariale chiamano in causa figure emblematiche e luoghi capitali della costruzione occidentale della teoria: l’architettonica kantiana e il formalismo logico in Frege e Quine; l’abduzione peirceana e il mondo della doxa husserliana. Poi il Seminario affronta la grande tradizione occidentale del testo e del libro, a partire dal «libro dei libri», come è stata definita la Bibbia; quindi i suoi paradossi ermeneutici, le sue stratificazioni spazio-temporali, le sue traduzioni e interpretazioni in cammino, in quanto luoghi fondamentali di dialogo col passato e col presente, nella figura sempre ritornante di una vivente verità.

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Cartigli

Considerazioni

Germogli

Seminario delle arti dinamiche

ARCHITETTURE, ARCHIVI, ARCHE
a cura di Tommaso di Dio, con la partecipazione di Florinda Cambria

Inizio corso: 22/10/2022, ore 15.00-18.30

Il Seminario intende proporre una perlustrazione dei nessi plurali e molteplici che legano i modi dell’architettura con quelli della conservazione e della memoria. In un percorso che toccherà sia la storia delle prime edificazioni che l’arte contemporanea, sia la poesia che la storia delle forme politi-che, si cercherà di indagare il sogno di «cominciamento e comando» (Derrida) implicito in ogni gesto architettonico. In quanti modi i governi del costruire hanno regolato la conservazione di un principio che sia messo a disposizione di chi ne sappia poi attraversare gli spazi? In che modo il principio architettonico è legato alla maschera, al travestimento, all’eros? Come l’umano, di fronte al naufragio di ogni apparire, ha provato a salvare il mondo nell’arca dei propri saperi?

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Materiali

Germogli

 

Linguaggi in transito: Architettura

IL PROGETTO DI ARCHITETTURA, DI PAESAGGIO, DI CITTÀ
a cura di Cristina Bianchetti

Inizio corso: 15/10/2022, ore 15.00-18.30

Che linguaggio è il linguaggio del progetto? Come parla il progetto? Dove trova le proprie barriere simboliche e come queste sono frantumate e ricostruite? Quale nesso tra linguaggi e rappresentanza? E quale tra linguaggi ed eloquenza? Eloquenza e competenza sono non di rado radice di inganni, scrive Carlo Sini (Idioma, 2021, p. 16). Il progetto inganna? È prefigurazione di una situazione futura o è già esso stesso costruzione? Cosa usa e cosa scarta? Altri linguaggi, altre memorie, altri discorsi. Domande come queste non trovano risposte nei manuali. Non è quello contenuto nei manuali il sapere che qui interessa. Si discuteranno pratiche e discorsi, individuando alcuni snodi utili ad osservare i transiti nei luoghi e nelle forme del progetto.
Il programma è articolato in tre tempi, seguiti da una sessione interamente dedicata a un confronto dialogico con i partecipanti.

LA PLURALITÀ DEI DISCORSI DEL PROGETTO  (15 ottobre 2022)
Verranno presentati e discussi progetti che 1) costruiscono topologie, 2) si dissolvono nella trasformazione dei luoghi, 3) segnano il ritorno di un pensiero utopico. Questa prima giornata dovrebbe aiutare a far emergere alcune questioni attorno a pluralità ed eloquenza nei linguaggi del progetto.
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PROGETTO E PROTEZIONE DELLA VITA (29 ottobre 2022)
Cosa si pensa del progetto se lo si vede come protezione della vita? Questa seconda giornata dovrebbe aiutare a far emergere alcune questioni attorno ai modi dell’iscrizione del corpo nell’orizzonte del progetto e delle sue pratiche.
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PROGETTO E USI DELLA NATURA (12 novembre 2022)
Il progetto degli spazi aperti: narrazione della società o narrazione della lontananza? I progetti del «non fare»; i linguaggi per dire l’incolto; le categorie «classiche» del linguaggio progettuale relativo agli spazi aperti: parco, strada, giardino. Questa terza giornata dovrebbe aiutare a far emergere alcune questioni attorno alle retoriche sulla coesistenza e ai tanti binomi città-natura.
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LINGUAGGI DEL PROGETTO: RICHIAMI E DIALOGHI (4 febbraio 2023)
A distanza di alcuni mesi dalle prime tre sessioni dedicate ai linguaggi del progetto, i temi allora trattati verranno ripresi dalla coordinatrice, professoressa Cristina Bianchetti, e discussi con i Soci e con il Comitato scientifico di Mechrí anche alla luce dei cammini frattanto avviati nei Seminari di filosofia e delle arti dinamiche.
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Letture del mercoledì

LA CIVILTÀ DEI CONFINI
a cura di Valentina Cappelletti, in dialogo con Luca Gaeta

19 e 26 ottobre 2022, ore 18.00-20.00

L’Occidente è la civiltà dei confini. La possibilità di un sapere del confine è dunque anche una indagine su ciò che ha prodotto il sistema di relazioni sociali a base territoriale di cui siamo partecipi.
Il testo di Luca Gaeta (La civiltà dei confini. Pratiche quotidiane e forme di cittadinanza, Carocci, Roma 2018), a cui è dedicata la Lettura-dialogo, offre una interpretazione del confine non come diaframma o perimetro contenitivo, ma come «ambito», attraversato da pratiche multiple, quotidiane e coesistenti e configurato dalla efficacia di saperi esperti orientati a definirne ordinamenti. L’Autore propone infatti una pragmatica del confine che ne mette a fuoco la natura relazionale non dicotomica, ma che, al tempo stesso, coinvolge anche lo studioso nonché i suoi discorsi, collocati in una inevitabile e relativa posizione di esclusione o inclusione a partire da cui vengono pronunciati.

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FREUD: IL RITMO DELLA COSTRUZIONE

a cura di Enrico Redaelli

16, 23, 30 novembre 2022, ore 18.00-20.00

Al di là il principio del piacere è forse il testo più contorto e più inquieto di Freud. Un libro-labirinto in cui l’Autore stesso ammette di procedere zoppicando. A creargli difficoltà è un problema inafferrabile: un mostro bifronte, una sorta di Minotauro che ha il corpo della pulsione sessuale e il volto della pulsione di morte. Due concetti che Freud stesso fatica a mettere a fuoco e a collocare entro un quadro coerente. Inallocabile, la pulsione si trova al fondo del soggetto ma non è niente di soggettivo. È piuttosto un ritmo, una vibrazione, una pulsazione acefala: impossibile da tener ferma, essa scombina ogni finalismo, ogni concezione funzionalista o biologista dell’essere umano. Il quale pare piuttosto concepibile solo in termini di ritmo.
È a partire da questa problematica inallocabilità della pulsione che il ciclo di Letture prova a far luce sul labirinto di Al di là del principio di piacere, leggendolo in relazione a uno degli ultimi scritti freudiani, Costruzioni in analisi. Qui infatti il problema apparentemente tecnico della «costruzione in analisi», ossia del lavoro di interpretazione dei sintomi che l’analista svolge assieme al paziente, sembra assimilabile a una composizione musicale. Come se la decostruzione e ricostruzione del soggetto in ambito clinico fosse un problema di ritmo. Non vi è insomma possibilità di costruire nulla, sembra suggerire Freud, senza mousiké.

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LE FONDAMENTA DEL TRIREGNO DI PIETRO GIANNONE

a cura di Riccardo Conte

18 gennaio 2023, ore 18.00-20.00

Nel 2023 ricorrerà il 300° anniversario della pubblicazione del libro di Pietro Giannone Istoria civile del regno di Napoli, in cui l’Autore evidenziava (nella prospettiva del pensiero giurisdizionalista) come si fosse costruita la pretesa di supremazia sullo Stato da parte della Chiesa. L’opera costò a Giannone l’avversione del clero napoletano, tanto che fu costretto a fuggire da Napoli, temendo per la sua stessa vita (fu poi arrestato nel 1736 e trascorse in prigione gli ultimi dodici anni della sua esistenza). Nel 1731 iniziò a scrivere il libro Il Triregno, che divenne uno dei testi più temuti dall’Istituzione ecclesiastica. In quest’opera sono messe in discussione, dal punto di vista di un cristiano (non più cattolico), le fondamenta del Regno papale, con un formidabile intreccio di ricostruzioni e riflessioni storiche, filosofiche e teologiche. In occasione del sopra ricordato anniversario, la Lettura proporrà alcuni passi de Il Triregno, soffermandosi sui momenti cruciali attraverso cui l’Autore svolge la propria riflessione, che presenta ancora oggi interessanti aspetti d’attualità.

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ARCHITETTURE TEORETICHE E POETICHE IN GIACOMO LEOPARDI

a cura di Gianfranco Gavianu

8 e 15 febbraio 2023, ore 18.00-20.00

Qual è la connessione profonda tra il momento dell’osservazione euristico-intuitiva, empirica, a volte frammentaria, e il momento formativo, costruttivo, «architettonico» della meditazione teoretica e della poiesi del grande Recanatese? Per affrontare tale questione è necessario colmare lo iato che separa in Leopardi due regioni dell’esperire intellettuale e del «dar forma»: quella della meditazione e quella della costruzione creativa. La Lettura farà riferimento a una scelta, necessariamente limitata, di passi tratti sia dalle prose (Lettere, Zibaldone, Pensieri) sia dai testi lirici affidati ai Canti, cercando di individuare puntuali riscontri, sorprendenti corrispondenze, profonde «risonanze» armoniche tra i due campi di esperienza e di scrittura in cui Leopardi si impegnò con eroica radicalità nell’arco della sua breve e tragica esistenza.

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DECOSTRUIRE IL COSTRUITO. UNA BIOGRAFIA DEL ‘600 FRA TÒPOI, «REALTÀ» E INVENZIONE

a cura di Franco Pavan

22 febbraio e 1° marzo 2023, ore 18.00-20.00

Nel 1670 un oggi oscuro abate milanese, Filippo Picinelli (1604-1678), pubblica l’Ateneo de’ Letterati Milanesi. Si tratta di un volume contenente decine di schede biografiche dedicate a uomini illustri nati o legati alla città lombarda. Le pagine dedicate al musicista Giulio Banfi eccedono di notevole misura quelle consacrate agli altri protagonisti: tra colpi di scena, rapimenti effettuati dai corsari, liberazioni quasi miracolose, viaggi in Spagna, l’assommarsi di tòpoi sembra offuscare qualsiasi dato di realtà. Ma quale può essere il percorso da effettuare per distinguere la finzione dalla realtà? Quale può essere la qualità di questa «realtà»? Usando gli strumenti dello storico, e non solo, si cercherà di capire come leggere un testo apparentemente marginale – la vita di Giulio Banfi scritta dall’abate Picinelli – che può donare illuminanti spunti di ricerca e riflessione su come si costruisca (e decostruisca) una biografia.

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LO ZOO DI PROUST

a cura di Carlo Alberto Redi

8 e 15 marzo 2023, ore 18.00-20.00

La Recherche è anche un atlante di zoologia: presenta 214 diverse specie animali citate per ben 1026 volte. Il che costituisce un altro dei suoi primati, oltre a quelli già noti, e mette in luce un nuovo aspetto della geniale mente di Proust, oltre a quelli che già conosciamo: egli, infatti, è anche un esperto zoologo, un raffinato biologo. Prendendo le mosse dal volume di Carlo Alberto Redi intitolato Lo zoo di Proust (Carocci, Roma, in corso di pubblicazione), la Lettura proporrà un percorso teso a sottolineare come il riferimento agli animali non abbia una funzione meramente zooiconica (pura condensazione d’immagine, semplice riferimento metaforico), ma sia un elemento costitutivo della Recherche. Riunendo le qualità dell’animale e quelle dell’uomo, per la legge dell’analogia tipica del linguaggio simbolico (syn-ballo), Proust cesella e tratteggia finemente le caratteristiche fisiche e comportamentali dei personaggi, costruendo categorie adatte alla comprensione della loro animalità (zoé) e, insieme, della loro biografia (bios).

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GLI «IRREGOLARI»: PENSARE LA PIANIFICAZIONE A VENIRE

a cura di Gabriele Pasqui

22 e 29 marzo 2023, ore 18.00-20.00

Mai come ora ha senso interrogarsi nuovamente sulla pianificazione. Dopo un lungo ciclo di discredito nei confronti dell’azione pubblica e di sfiducia nella pianificazione intesa come azione istituzionale che affronta i problemi e le sfide globali, le crisi economiche e finanziarie del capitalismo, quelle sanitarie della pandemia, quelle ambientali del cambiamento climatico, quelle geopolitiche della guerra, è forse necessario interrogare di nuovo la possibilità stessa e le forme operative dell’azione di pianificazione. L’obiettivo della Lettura, dedicata al volume di Gabriele Pasqui dal titolo Gli irregolari. Suggestioni da Ivan Illich, Albert Hirschman e Charles Lindblom per la pianificazione a venire (Franco Angeli, Milano, in corso di pubblicazione), è offrire qualche strumento sulla costruzione di programmi e piani partendo dall’opera di tre grandi «irregolari» che hanno lavorato nella seconda metà del XX secolo a forme diverse di critica alla pianificazione comprensiva e «scientista».

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SOLIDARIETÀ E COSTRUZIONE DI EGUAGLIANZA

a cura di Riccardo Conte

19 e 26 aprile 2023, ore 18.00-20.00

Il principio d’eguaglianza (ex art. 3 Cost.) è uno dei fondamenti su cui si regge l’ordinamento giuridico italiano e si ispira, a sua volta, all’inscindibile trinomio «liberté, égalité, fraternité». La nostra Costituzione si occupa di libertà e di eguaglianza, ma non usa il termine «fratellanza», bensì «solidarietà». L’articolo 2 della Costituzione, dopo aver sancito che «la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità», di-spone che la Repubblica «richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale». Qual è la differenza tra i concetti di fratellanza e di solidarietà? E quali sono i diritti inviolabili dell’uomo? E che cosa significa il termine «inviolabile»? Quale correlazione vi è tra i diritti inviolabili e i doveri di solidarietà? La Lettura cercherà di dare risposta a queste domande, anche con l’ausilio della giurisprudenza della Corte costituzionale.

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MECHANÉ
Laboratorio di progettazione e costruzione di supporti formativi

TITERES: STRUMENTI DI MEMORIA
a cura di Florinda Cambria, con la partecipazione di Carlo Sini e altri membri del Comitato scientifico

Inizio laboratorio: 22/01/2023, ore 10.00-13.00, 14.30-18.30

Il laboratorio Mechané risponde a un’esigenza di sperimentazione nell’ambito dell’arte formativa che Mechrí ha espresso fin dal suo nascere. Nutrita dai percorsi tracciati nei seminari e nei cicli tematici, nonché dai numerosi esercizi di lavoro collettivo svolti nel corso degli anni, tale esigenza è giunta a maturità nella consapevolezza del carattere sempre provvisorio dei discorsi sulla formazione. Ma ha anche distillato un’idea centrale che è apparsa ricorrere nel variare di quei discorsi. Quest’idea ha a che fare con la dimensione pratica dell’arte formativa, dimensione sempre legata ai resti, alle cose, agli oggetti inerti, ai corpi inanimati, che sono i supporti materiali di quel transito ritmico e metamorfico a cui diamo il nome di «formazione». A questo genere di supporti è consacrato Mechané, un laboratorio che propone percorsi di progettazione, costruzione e messa in opera di macchine, ovvero espedienti, che favoriscano l’esperienza straniante – cruciale in ogni processo formativo – per la quale l’inerte si risveglia e la memoria prende corpo trasformando via via i suoi attori animati e inanimati.
In questo suo anno inaugurale, il laboratorio proporrà la costruzione e l’animazione di un teatro di burattini (titeres, in spagnolo): artefatti il cui carattere di «supporti formativi» è certamente emblematico. Essi infatti accorpano inerzia e memoria nello spazio drammatico di una trasmutazione, che anima l’inorganico e rivela il cuore strumentale dell’attore vivente (il burattinaio o titiritero, in spagnolo). I momenti di lavoro progettuale e costruttivo si alterneranno a momenti di studio individuale e collettivo, dedicati al tema della formazione e dei suoi strumenti, nei quali si attraverseranno tematicamente gli archivi on line di Mechrí e i materiali raccolti nei volumi delle «Mappe del pensiero» pubblicate da Jaca Book.
Il laboratorio prenderà avvio nel mese di gennaio 2023 e si svolgerà in sette sessioni domenicali, a cadenza mensile e giornata piena, in presenza, con un massimo di dodici partecipanti. Essi verranno cooptati sulla base di un preliminare colloquio conoscitivo che si svolgerà domenica 4 dicembre 2022 alle ore 10.00. Solo per chi risieda fuori Milano e solo per il colloquio conoscitivo, sarà possibile collegarsi da remoto. Per partecipare al colloquio occorre inviare a mechrinfo@gmail.com, entro il 30 novembre 2022 un breve curriculum vitae (max 2000 caratteri) e una lettera di autopresentazione (max 3000 caratteri), che evidenzino interesse a elaborare strumenti per l’espressione e la trasmissione di una cultura transdisciplinare.
In chiusura dell’anno sociale, i materiali prodotti dal laboratorio Mechané saranno presentati e discussi con tutti i Soci per una valutazione collettiva degli esiti conseguiti e dei possibili sviluppi della sperimentazione avviata.

 

Incontri

Attrezzeria