Il punto 2017-2018

Mechrí inaugura il suo terzo anno di attività con lo sguardo rivolto a nuovi sentieri da attraversare e con la lucida intenzione di fare tesoro dei passi compiuti fino a qui.

Il nostro progetto culturale ha preso le mosse dall’ipotesi che sia possibile esercitare il lavoro della conoscenza animati da una istanza di formazione permanente, che accomuni discenti e docenti nella ricerca di un approccio transdisciplinare alle proprie e alle altrui competenze particolari. L’intenzione esplicita era ed è quella di contribuire alla costruzione di quello che abbiamo chiamato un «sapere comune». Esso ci sembra quanto mai urgente, nel tempo della proliferazione di saperi sempre più specialistici, la cui efficienza tecnica e informativa cresce in modo proporzionale alla loro disorganicità acefala. La scommessa è che si possano conciliare efficacia, competenza e complessità entro percorsi di formazione integrati, che richiedono però tempi e modalità di svolgimento inediti. Diverse discipline, ciascuna con il proprio linguaggio e il proprio specifico oggetto di studio, vengono convocate di fronte a una comune domanda di senso, la cui formulazione compete eminentemente alla parola filosofica. È per questo che Mechrí insiste nel proporre non appuntamenti estemporanei, ma cicli di incontri concepiti come reciprocamente complementari e intrinsecamente continuativi.

Per poter garantire tale continuità, già da un anno il nostro sito on line viene regolarmente aggiornato con documenti di vario tipo (testi, registrazioni audio, tavole e mappe, riferimenti bibliografici ecc.) messi a disposizione dei Soci. Tutti possono così attingere una visione complessiva dei lavori già svolti a Mechrí, ma anche dedicare a quei materiali il tempo e lo studio necessari per farne oggetto di una rielaborazione personale e di un confronto consapevole con gli altri partecipanti alle attività dell’Associazione.

Lo scorso anno l’esigenza transdisciplinare di Mechrí si è espressa, per così dire, in modo estensivo. Intorno al tema generale della Legge, come regola, ritmo e misura dell’azione sapiente, oltre ai due Seminari permanenti (quello di filosofia e quello delle arti dinamiche), hanno dato un fondamentale contributo alla riflessione saperi diversi come la giurisprudenza e il diritto internazionale, l’urbanistica e la biopolitica, la teologia e la poesia. La ricchezza di quei contributi chiede ora di sostare intensivamente sui loro punti di convergenza.

Il programma di questo nuovo anno presenta alcune importanti novità, concepite appunto per dare spazio a occasioni di rimeditazione sui «crocevia» impliciti ed espliciti tracciati da quei saperi interagenti. A tale scopo è previsto un ciclo di sessioni chiamate «Costellazioni», che impegneranno ciascuna un’intera giornata. Alla luce di materiali preliminarmente composti dal Comitato scientifico intorno a temi condivisi con i Soci che vorranno partecipare attivamente ai lavori, le «Costellazioni» consentiranno di addestrarsi a forme di pensiero plurivoco, cercando modi di espressione che orchestrino le differenze in una nuova organicità. Le «Costellazioni» sono pertanto la proposta pedagogica più apertamente sperimentale che Mechrí avanza nel suo terzo anno di attività.

Sempre nell’ottica di un necessario equilibrio tra varietà estensiva e concentrazione intensiva, entrambi aspetti essenziali per una formazione transdisciplinare, si è delineata la seconda rilevante novità del programma di quest’anno: un soggiorno di studio fuori sede, che abbiamo chiamato «La Bottega dei Saperi». Se l’iniziativa verrà positivamente accolta, sarà occasione per fare una prima esperienza di come potrebbe essere un vero «laboratorio di filosofia e cultura»: un contesto nel quale attività di gruppo ed esercitazione individuale si concilino nel quadro di un operare collettivo, come possibilità di coesistenza fra ritmi di vita e di pensiero armonizzati nelle loro irrinunciabili differenze. In scala microscopica, questa potrebbe essere la struttura elementare di una nuova politica del sapere e di una inedita civiltà della con-divisione.

Condividere significa anche offrire ad altri, a ciò che essi vorranno libera-mente farne, i frutti di quel che si è pazientemente coltivato di stagione in stagione. Grazie alla collaborazione con l’Editoriale Jaca Book di Milano, a partire da quest’anno Mechrí potrà mettere a disposizione di una collettività più vasta, rispetto al piccolo e tenace gruppo dei suoi frequentatori diretti, il raccolto che di anno in anno documenterà gli esiti delle sue ricerche. Si inaugureranno infatti, con il volume intitolato Vita e conoscenza, la collana «Percorsi Mechrí» e, presso la nostra sede, l’omonimo ciclo di sessioni di studio. Ciascuna di esse sarà dedicata a una delle vie lungo le quali, muovendo i suoi primi passi, Mechrí ha condotto l’indagine sulla natura conoscitiva del vivente e sulla natura vivente della conoscenza. Ripercorrere quelle vie vorrà dire vagliarne la direzione, ma anche individuarne eventuali punti ciechi e ulteriori possibilità di uscita.

Che siano molteplici le strade attraverso le quali la conoscenza vive e si rin- nova è una ovvietà. Meno ovvio è forse pensare che, di per sé presa, ogni strada è autoreferenziale e destinata a chiudersi in se stessa, entro i margini di una efficacia mai provata dall’incrocio con altri passi. Nella consapevolezza di questo rischio, Mechrí propone occasioni di confronto con pratiche di sapere anche lontane da quelle della ricerca strettamente teorica. Le sessioni chiamate «Incontri» rispondono alla esigenza di lasciarsi provocare e contagiare da esperienze conoscitive «altre» rispetto alla più tradizionale formazione intellettuale. Solo nel confronto con tradizioni e linguaggi di- versi è possibile fare il punto su ciò che davvero sappiamo e su ciò che possiamo fare dei nostri saperi in azione.

«Linguaggi in transito»: così si chiamano, fin dalla nascita di Mechrí, i cicli formativi nei quali prendono la parola discipline scientifiche differenti, mostrando i punti di svolta che, nell’attualità del loro esercizio, annunciano possibilità di fertile metamorfosi, aperte a prospettive di ricerca rinnovate. Il linguaggio che in questo nuovo anno verrà invitato a esporsi nella sua sin- tassi peculiare è quello della matematica: esperanto, limite e criterio di ogni moderno sapere scientifico. Proprio il linguaggio matematico sembra però appellarsi, nei suoi sviluppi più avanzati, alla possibilità di una «filosofia sintetica» come orizzonte entro il quale pensare, lungo traiettorie convergenti, ciò che il nostro tempo chiede di pensare.

La scelta di confrontarsi con il linguaggio matematico e di farlo in apertura del nuovo anno sociale nasce dal progetto di prenderne in carico temi, termini e problemi, in modo continuativo e con approcci caleidoscopici, nel corso dei mesi successivi. Lo si farà anzitutto negli appuntamenti «In margine a», durante i quali si metteranno a fuoco i nuclei transdisciplinari emersi nelle sessioni di «Linguaggi in transito: matematica». Ma anche il Seminario di filosofia e quello delle arti dinamiche, ciascuno a proprio modo nel gioco delle reciproche implicazioni tematiche, si confronteranno con la questione generale che soggiace a qualsivoglia mathema (sia esso sintetico o analitico). Potremmo così esprimerla in una formula sintetica: le parti, il tutto. Dividere e comporre, distinguere e articolare, spezzare e unificare sono infatti i due aspetti di quell’unico movimento che è all’origine di ogni azione conoscitiva. Anche in questo senso, anche per questa ragione – dicevamo – il nuovo anno mechritico comincia nel segno della con-divisione.

firma florinda

Florinda Cambria
(Presidente di Mechrí)