Programma 2018-2019

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Ascolta la presentazione dell’anno di studi (29/09/2018):
Florinda Cambria, Carlo Sini, Tommaso Di Dio, Andrea Parravicini.

Il punto

Nel fare il punto sui lavori della nostra associazione culturale ci rivolgiamo sia a coloro che per la prima volta vorranno affacciarsi alla porta di Mechrí, sia a coloro i quali, frequentando da tempo il nostro Laboratorio, costituiscono ormai una piccola e multiforme comunità di assidui collaboratori. Ai primi occorre raccontare, anche solo per rapidi cenni, da dove veniamo e in quali direzioni ci muoveremo, se vorranno camminare per un po’ insieme a noi; con i secondi occorre rinnovare l’impegno a condividere i percorsi formativi che scandiscono i mesi dell’anno sociale. Il che significa anzitutto ribadire il principio dell’intreccio fra discipline diverse che ha guidato la nostra proposta culturale fin dal suo esordio: non «inter-disciplinarità» o «dialogo tra» discipline aproblematicamente assunte nelle loro peculiarità metodologiche e nelle loro competenze particolari, ma reciproco attraversamento trans-disciplinare, che di quelle peculiarità e di quelle competenze particolari faccia questione, sicché ogni sapere si rapporti all’altro come suo socratico tafano.

Alle soglie del suo quarto anno di attività, Mechrí / Laboratorio di filosofia e cultura registra anzitutto un dato inatteso e confortante: nel quadro della pur vivacissima offerta culturale milanese, la specificità della nostra proposta, la sua urgenza per molti versi fuori moda, sta cominciando a ricevere riscontri anche al di là della cerchia dei Soci che vi aderiscono con assiduità. Grazie anche all’alleanza culturale stretta con la casa editrice Jaca Book, che condivide e promuove da due anni sia l’opera di divulgazione e approfondimento sia l’attività di alta formazione e ricerca svolta dal nostro Laboratorio, Mechrí può oggi aprirsi al confronto con una più vasta cerchia di partecipanti. Presso Jaca Book è stata infatti inaugurata la collana «Percorsi Mechrí» che, insieme al nostro sito on line www.mechri.it, costituisce per noi un importante canale di condivisione. Oltre alle occasioni di incontro già sorte intorno al primo volume della collana (AA.VV., Vita, conoscenza, Jaca Book, Milano 2018), segnaliamo sin d’ora l’appuntamento del prossimo 17 novembre, promosso da BookCity Milano, che vedrà la nostra sede aperta alla cittadinanza per una tavola rotonda intorno alla proposta pedagogica e culturale di Mechrí.

Il nostro intento è quello di sostenere un’attività di formazione permanente, che costituisca un’alternativa concreta alla frammentazione, alla parcellizzazione, alla unilateralità da cui, per lo più, sono affette le nostre competenze professionali e culturali, siano esse di matrice «umanistica» o «scientifica» – per utilizzare una partizione disciplinare tanto consueta quanto problematica nei suoi fondamenti e nei suoi effetti. Proprio questa trita partizione è anzitutto sospesa e messa in questione nel programma di Mechrí, che aspira invece a rintracciare, ogni volta di nuovo, la matrice comune della enciclopedia dei saperi, scommettendo sulla possibilità che questo non solo produca un arricchimento per le singole discipline chiamate a confrontarsi e interrogarsi reciprocamente, ma contribuisca anche – nella misura in cui può farlo una realtà piccola ma tenace come Mechrí – a delineare l’orizzonte di un diverso senso politico e civile per la parola «cultura». Un senso nuovo che ci sembra quanto mai urgente promuovere, in un momento storico complesso come quello presente, con le sue stupefacenti occasioni di metamorfica apertura e le sue retrive resistenze al mutamento e alla variazione, che sono l’unico modo in cui possono darsi memoria e continuità delle forme di vita.

È infatti la varietà delle forme di vita, il loro evolversi e avvilupparsi reciprocamente nel cammino antropocosmico delle civiltà e delle conoscenze, il filo conduttore dei cicli formativi proposti da Mechrí per il 2018-2019. Come di consueto, il tema generale verrà affrontato da punti di vista differenti e interrelati, anzitutto in quelli che sono i due Seminari permanenti di Mechrí: il Seminario di filosofia e il Seminario delle arti dinamiche. Nel primo sarà la domanda socratica, con la sua torsione auto-osservativa, ad aprire la strada: cosa non sai di sapere, nei tuoi giudizi circa il progresso umano, circa i corsi o i ricorsi della storia, circa la definizione stessa di «storia» e di «umanità»? Nel secondo si interrogherà la nozione di «evoluzione» a partire dalla sapienza dell’azione artistica, esemplificata quest’anno, in particolare, dalla parola poetica.

Il medesimo afflato animerà anche il ciclo dei «Linguaggi in transito» che, come d’abitudine, a Mechrí danno spazio al sapere di discipline scientifiche peculiari, chiamate a testimoniare lo stato delle loro attuali ricerche e i punti di svolta in cui si annunciano, anche problematicamente, venturi ambiti e metodi di indagine. La disciplina invitata a prendere parola quest’anno, l’«Evoluzione umana», è in ogni senso esemplare: essa infatti studia i processi di ominazione o antropogenesi, all’incrocio tra paleoantropologia e fisiologia, linguistica e biologia genetica, in un cammino di ricerca transdisciplinare che perfettamente si confà allo stile del nostro Laboratorio di filosofia e cultura.

Benché ancora lunga sia la strada da percorrere verso quella vera e propria «bottega» dei saperi che Mechrí aspira a diventare, va certamente sottoli-neata, nel programma del nuovo anno sociale, l’accentuazione della dimensione laboratoriale nel quadro delle attività proposte. Forti di alcune importanti esperienze condotte nei mesi passati (in cui si sono sperimentati anche seminari residenziali e soggiorni di studio), abbiamo inteso dare agli appuntamenti in calendario un’impronta quanto più possibile operativa, incrementando le occasioni di coinvolgimento dei Soci in esperimenti di composizione, rielaborazione ed espressione collettive.

Per questo motivo abbiamo deciso di incrementare le sessioni dei «Crocevia dei linguaggi», preposte alla condivisione di riflessioni emergenti dall’incrocio tra le attività in corso, e quelle di «Costellazioni», che impegnano i partecipanti e i coordinatori dei cicli formativi in intere giornate di esercitazioni in gruppo. Questi momenti sono pensati anche per rivedere insieme i materiali di studio che via via si depositano nell’archivio del nostro sito on line. Consultando il sito è infatti possibile ripercorrere i cammini svolti negli anni passati e prendere atto degli sviluppi tematici che da essi germogliano nel presente, rintracciandovi elementi di continuità e di trasformazione, ma anche attingendovi come a personali riserve di domande e spunti di approfondimento.

In un’ottica esplicitamente laboratoriale si colloca il ciclo degli «Esercizi di drammaturgia»: sessioni che prevedono il coinvolgimento e la collaborazione attiva di tutti i partecipanti. La parola «drammaturgia» non è qui intesa nella sua peculiarità di scrittura per la messa in scena, ma, letteralmente, come «com-posizione di azioni» e, nella fattispecie, di azioni conoscitive. Esercitarsi significherà dunque allenarsi in quella ginnastica del mettere insieme e del condividere che, proprio come negli antichi ginnasi, denuda il corpo dei nostri saperi e la materia dei nostri pensieri. Essi sono la carne e lo scheletro di millenarie culture, incarnati nelle posture e nei desideri singolari che segnano la vita di ciascuno di noi, come parte di un tutto silenzioso, in cammino verso nuove posture, nuovi desideri, nuovi pensieri – e forse, come diceva Nietzsche, verso «corpi più grandi».

 

Florinda Cambria
(Presidente di Mechrí)

firma florinda