Anno sociale 2016-2017
-> Costellazioni
Mappe del pensiero
a cura di
Comitato scientifico
Le Costellazioni richiedono un esercizio di osservazione attenta e paziente dei cammini di ricerca in corso a Mechrí. Nel tempo, sono stati raccolti materiali utili per orientarsi nello studio e nell’approfondimento transdisciplinare. Interrogando queste tracce, in ogni Costellazione si costruiscono mappe di pensiero condivise attraverso esercizi di riflessione collettiva e creativa. I coordinatori forniscono materiali e metodi per guidare gli esercizi. I partecipanti si allenano così alla dimensione laboratoriale di Mechrí e rintracciano il filo conduttore delle ricerche in corso. Ogni Costellazione si svolge in sessioni che prevedono l’operare simultaneo di vari gruppi di lavoro. L’Archivio conserva testimonianza di alcuni momenti salienti delle sessioni, il cui andamento strettamente laboratoriale non sempre consente una documentazione completa.
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-> 1. Dalla legge alla beatitudine: un percorso attraverso i vangeli
Dietrich Bonhoeffer affermava che «etica cristiana» è un ossimoro, poiché il Vangelo non si fonda su norme morali. Questa visione trova fondamento se l’etica è vista come regole rigide, lontane dallo spirito evangelico. Tuttavia, alcune pericopi evangeliche mostrano che Gesù offre indicazioni concrete di comportamento. Non vanno scartate, ma comprese nel loro contesto originario. Tali insegnamenti hanno una qualità dinamica, più legata allo sguardo interiore che al contenuto stesso. La prospettiva evangelica supera l’idea di norma come patto o dovere. Secondo il Vangelo, Dio e l’uomo non hanno debiti da saldare. Solo chi è già beato, ossia felice e consapevole della grazia, può agire secondo il Vangelo.
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-> 2. Legge, eccezione, trasgressione
Il diritto romano prevedeva il iustitium, sospensione temporanea della legge in caso di pericolo per la Repubblica, creando un vuoto giuridico. Questo istituto, ripreso in forme diverse da molte costituzioni moderne (come quella francese del 1799 o quella tedesca attuale), è stato teorizzato da Carl Schmitt come “stato di eccezione”. Schmitt lo considera il fondamento stesso del potere sovrano. Si tratta di un paradosso giuridico: una legge che prevede la propria sospensione. Questo stato si colloca in una zona di confine tra diritto e forza, tra stato di diritto e stato di natura. È una sorta di autonegazione dell’ordinamento giuridico. Da un punto di vista filosofico, rappresenta un nodo cruciale per comprendere il significato della legge e i suoi limiti.
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-> 3. Tra il dire e il fare: alla ricerca della legge profonda della scrittura poetica
La poesia vive una tensione tra il dire e il fare: è intrappolata tra il significato intellegibile delle parole e il desiderio di superarlo. Non è solo analisi estetica o concetto, ma rito, canto, memoria e corpo in movimento. Questa doppia natura è al centro di un ciclo di tre incontri dedicati alla poesia come pratica viva. Si esplorerà come, nei testi poetici del Novecento e contemporanei, agisca una legge profonda che unisce parola e azione. La poesia diventa così strumento di conoscenza e trasformazione. Tra teoria e lettura, si indagherà il senso attuale del fare poetico. La parola poetica sarà vista come gesto, esperienza e rivolta. Un percorso per riscoprire la poesia come pratica concreta e vitale.