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Sessione 7 – Ruderi e architettura

La sessione esplora il concetto di architettura non come semplice costruzione di edifici, ma come un fare dinamico e partecipativo, capace di accogliere movimenti umani e non umani, ispirandosi a figure come Eupalino, Sartre, e soprattutto agli Alprin, che propongono una progettazione basata sull’esperienza sensoriale e la coreografia. Viene citata la poesia di Pasolini per riflettere sul rapporto tra ruderi e futuro. Vittorio Gregotti è richiamato per il suo pensiero sulla crisi dell’architettura contemporanea. Florinda Cambria e Eisenstein contribuiscono con la riflessione sul montaggio e la sintassi tra corpo e discorso. Infine, si discute l’architettura come tessitura di ambiti e ambizioni in continuo movimento e dialogo.

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