Anno sociale 2024-2025
-> Linguaggi in transito
Raccontare storie, fare memoria
a cura di
Comitato Scientifico di Mechri
Il ciclo dei Linguaggi in Transito è il luogo in cui, a Mechrí, prendono corpo le voci, i lessici, le pratiche di indagine, gli abiti espressivi che, fra tradizione e trasformazione, caratterizzano oggi il lavoro conoscitivo delle diverse discipline scientifiche. Quest’anno il ciclo è dedicato alle Scienze storiche nelle loro diverse declinazioni (dalla storiografia allo storytelling, dalla storia della scienza alla storia delle arti e dell’architettura): diversi modi di “Raccontare storie, fare memoria” a cui darà parola ciascuna delle sessioni in programma.
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-> La storia come ricerca e come impegno
09/11/2024Nel corso dei millenni che ci separano da Erodoto, considerato il “padre della Storia”, alla figura dello storico come testimone diretto o indiretto si andò sostituendo quella dello storico come narratore sulla base dei documenti, ossia delle diverse tracce del passato. Chi fa il “mestiere di storico” si assume il compito di ricostruire i fatti del passato, in primo luogo individuandone le possibili tracce documentali, quindi verificandone la fondatezza, infine organizzando il risultato in un racconto compiuto e coerente fornendo, a chi ne fruirà, la possibilità di controllare a sua volta le fonti usate. Quest’ultima fase, acquisizione dei tempi moderni, costituisce il cuore stesso della metodologia. Ma chi fa storia, nella nostra concezione, non può non interrogarsi sul significato stesso del proprio lavoro, non può non prendere parte alla vita civile e politica all’interno della comunità nella quale vive e opera. Ed è proprio da questa consapevolezza e da questa esigenza che nasce l’Associazione «Historia Magistra», che traguarderà, il prossimo anno, il venticinquesimo anno di vita.
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-> L’isola di laputa e i suoi critici: scienza, storia e tecnica
14/12/2024Le prassi consuete dell’istruzione scientifica odierna non costituiscono un’autentica educazione scientifica. Nella mentalità degli scienziati è infatti predominante un naturalismo positivista di cui spesso lo scienziato è un portatore del tutto inconsapevole. Contro questa “naturalizzazione” della conoscenza scientifica occorre reagire criticamente, prendendo in considerazione la dimensione storica che contamina anche le conoscenze oggettive del sapere umano. Un buon “chiavistello” per opporsi al naturalismo imperante è offerto da una seria riflessione sulla dimensione tecnologica che oggi rischia di fagocitare la scienza teorica e il suo valore intrinseco.
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-> Il passato che non passa: perché è difficile “fare i conti con la storia”
01/02/2025L’intervento si soffermerà sull’uso pubblico della storia e sui grandi temi che caratterizzano il dibattitto pubblico oggi. Attraverso esempi specifici (dal Risorgimento alle interpretazioni della Prima Repubblica, dal fascismo alla resistenza, dal nazismo alla Shoah), si affronterà il rapporto complesso tra Memoria e Storia e si rifletterà su come gli strumenti di costruzione e di indirizzo dell’opinione pubblica (stampa, televisione, cinema e web) abbiano affrontato e affrontino tali questioni. Un tema fondamentale che investe sia il mondo globalizzato sia l’Italia e l’Europa, che appaiono sempre più curvate a guardare il passato in termini strumentali rispetto alle esigenze del presente.
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-> Tempi duri per la storia o per gli storici?
22/02/2025Si deve dar credito al timore che circola tra una certa generazione di accademici secondo cui la Storia sta vivendo tempi duri a causa del modo attraverso cui viene presentata e divulgata dai media, e in particolare dal piccolo schermo? La storia per molti, fin dai tempi della scuola, è materia ostica, la si immagina complessa, distante, a tratti obsoleta. Eppure, sembra che un vento nuovo abbia preso a soffiare. Perché, tanto al di qua quanto al di là dell’Atlantico, sempre più numerose sono le fictions che si alimentano con i più svariati temi storici, i documentari di argomento storico si moltiplicano, i canali televisivi storici raggiungono livelli di audience rispettabili – o comunque sufficienti a garantire loro la sopravvivenza –, ottimi romanzi “storici” furoreggiano nei premi letterari e nelle vendite. Addirittura, vi sono alcuni storici ormai “contesi” per interviste e partecipazioni televisive e qualcuno spopola persino sul web. Quindi, tempi duri per la Storia o per gli storici? L’intervento porterà l’attenzione su alcuni temi di lungo periodo – e per questo di grande attualità – protagonisti del dibattito storiografico e televisivo.
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-> Quali relazioni tra storia dell’arte e anacronismo? Il diario di Carla Lonzi oltre le cronologie
29/03/2025Nel 1972 Carla Lonzi comincia a scrivere un diario. Autocoscienza e femminismo si intrecciano costruendo una esperienza inedita del tempo e della ricerca tra donne. Soggettività, identità personale e collettiva sono ripensate radicalmente attraverso la scrittura che registra momenti e situazioni diverse. Sebbene il diario sia scandito attraverso i giorni e gli anni (anche i mesi) tra il 1972 e il 1978, l’operazione che risulta è profondamente anacronistica. A partire da tale paradosso, si rifletterà sui processi di costruzione e narrazione della storia che, per mettere in sequenza fatti, cause ed effetti, omette o sottrae la dimensione intima e affettiva da cui hanno origine le esperienze sociali e culturali. La domanda è dunque questa: può essere ripensata la storia dell’arte attraverso una visione espansa, non irrigidita dai limiti delle temporalità che emergono da sequenze di date, di linearità unidirezionali, da forme di continuità apparentemente fluide e indiscutibili?