Anno sociale 2022-2023

-> Seminario di filosofia

Textus: architettonica della verità pubblica

Il discorso comune, ciò che definisce il sapere pubblico attraverso il tempo, la sua costruzione spaziale o architettonica: ecco il tema generale del Seminario, affrontato attraverso le trame del discorso, la sua composizione, il suo montaggio (per recuperare in questa veste temi preziosi svolti in passato nel Seminario delle arti dinamiche). Le trame del cammino seminariale chiamano in causa figure emblematiche e luoghi capitali della costruzione occidentale della teoria: l’architettonica kantiana e il formalismo logico in Frege e Quine; l’abduzione peirceana e il mondo della doxa husserliana. Poi il Seminario affronta la grande tradizione occidentale del testo e del libro, a partire dal «libro dei libri», come è stata definita la Bibbia; quindi i suoi paradossi ermeneutici, le sue stratificazioni spazio-temporali, le sue traduzioni e interpretazioni in cammino, in quanto luoghi fondamentali di dialogo col passato e col presente, nella figura sempre ritornante di una vivente verità.

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  • -> 1 – Prima e seconda trama: nel nome di Frege e Quine; l’Insight e l’ordine della natura

    Prima trama. Ognuno di noi un nodo della trama. Gottlob Frege: sul concetto di oggetto. Frege presuppone parole separate dal discorso con loro significato specifico. Esse appartengono però a usi e contesti diversi. Willard van Orman Quine: parola e oggetto. La concettualizzazione è inseparabile dal linguaggio. Il linguaggio è un’arte sociale. L’intento è scoprire l’apparato referenziale. Riconquistare i dati, gettando sguardi obliqui sugli oggetti delle scienze naturali. Ma che dice infine la scienza?

    Seconda trama. Charles Sanders Peirce: l’abduzione. Essa sceglie un numero ristretto di ipotesi in base alla loro plausibilità. Il circolo vizioso. L’ordine della natura. Essa feconda la mente umana. L’interesse, che le uniformità della natura rivestono per un animale, misura il suo posto nella scala dell’intelligenza. Il circolo vizioso della plausibilità manifesta il nostro tropismo verso la verità.

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  • -> 2 – Terza trama: l’architettonica della conoscenza


    Kant e l’arte del sistema. Credenza, convinzione, persuasione. La validità oggettiva del giudizio. Opinione, fede, scienza. Il sistema: unità tecnica e unità architettonica. Scienza, ragione e filosofia. La matematica. Il filosofo e il compito della ragione critica. Essa si ponte tra il troppo della ragione dogmatica (Wolff) e il troppo poco della ragione scettica (Hume).

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  • -> 3 – Quarta trama e quinta trama: scienza e conoscenza; la verità della doxa (il mondo della doxa e i plena)

    Quarta trama. Episteme come scienza e conoscenza. Il Teeteto di Platone. Le tre risposte di Teeteto: percezione, opinione vera, opinione accompagnata da ragione. Rinvio al Sofista e alle categorie di Aristotele. Il discorso vero e le cose come sono. La definizione. La scienza antica: filosofia prima e filosofia seconda. Comincia il cammino aurorale del nostro concetto di scienza.

    Quinta trama. Bacone e l’uscita dal discorso. L’esperimento e le macchine. Galileo scopritore e ricopritore (Husserl). Le nuove discipline matematico-geometriche. Idea di una scienza della totalità infinita dell’essere. Presupposti e ovvietà di Galileo. Il lavoro, la scrittura e gli strumenti. La misurazione. La nuova fisica. Le formule. La sovrapposizione del mondo matematico al mondo reale. Il progetto di una scienza del mondo della vita.

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  • -> 4 – Sesta trama: genealogia del testo


    Stefano Arduini e la Bibbia. Siamo interni alle storie che raccontiamo come effetti e prodotti. Disparità del materiale biblico. È sempre l’ultimo racconto che parla. L’interpretazione coinvolge interamente il testo biblico. La persistente tenacia della lingua parlata. L’invadenza normalizzante della scrittura. La fonte non è mai semplice. L’originale esiste ma non è un testo: è un movimento di senso che si manifesta nella molteplicità e si realizza nella varietà di tradizioni testuali.

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  • -> 5 – Settima e ottava trama: la verità vivente e la materia del mondo; la scoperta e la memoria (I parte)

    Settima trama. La funzione oggettivamente degli strumenti esosomatici e la funzione intrasomatica dei discorsi. La globalizzazione. La conoscenza strumentale è una pratica di vita. L’ambiguità dello strumento. L’esempio del bastone. Passività e attività. Che cosa fare nel mondo, non che cosa è il mondo. Lo stacco. Darwin e gli organa del vivente. Marx e gli strumenti sociali. Il cammino della cultura e delle macchine. L’automa. La voce come strumento esosomatico.

    Ottava trama (I parte). Relazione e adattamento. La verbalizzazione e il lavoro sociale della conoscenza. Non la definizione ma la regola operativa, non che cosa ma come. Spinoza: conoscere quanto basta.

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  • -> 6 – Ottava trama: la scoperta e la memoria (II parte)


    Le relazioni dialogiche proiettate nei fenomeni della natura. Vico e Feuerbach. Il mondo della fantasia. I paradossi del dire e del conoscere. Necessità di una elaborazione etica del problema. Forse il destino di un oltre-umano a venire.

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  • -> 7 – Ottava trama: la scoperta e la memoria (III parte)


    Il testo e la trama dell’umano nell’esercizio del ricordo. Il grande compiuto della memoria, del suo esercizio attivo. Il sapere sa quello che fa. L’ultimo esercizio della memoria è ovviamente su di sé (su di “me”). Passaggio all’etica: il fare mostra che cosa voglio essere e che cosa voglio che sia. Antenato e neonato.

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  • -> 8 – Nona trama: la potenza e il suo destino

    Le conseguenze del detto. La potenza del linguaggio. Nietzsche e la forza retorica. Le pratiche verbali e l’efficacia. I limiti di Deleuze. La potenza secondo Nietzsche. Lo spazio come aver luogo della potenza. Lo spazio di vita è il destino. L’aura semantica dei vocaboli. Il discorso come traduttore universale. Il cammino della verità vivente. L’indefinitamente definirsi del possibile. La trama diveniente della verità pubblica transita e trapassa.

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Carlo Sini

Carlo Sini

Direttivo di Mechrí: Vicepresidente Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei e dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere