Anno sociale 2021-2022

-> Linguaggi in transito

Pedagogia

Il ciclo di incontri esplora le trasformazioni della formazione, dall’università alla scuola, dalla musica alle politiche europee. Si discute della crisi di senso dell’insegnamento accademico, dell’impatto della didattica a distanza – soprattutto nella musica, dove il rapporto diretto maestro-allievo resta insostituibile – e dell’importanza di avviare i bambini a una cittadinanza scientifica. Sul versante della scuola superiore emerge la necessità di andare oltre un modello ridotto a mera istruzione, verso una trasmissione consapevole del sapere. Infine, uno sguardo alle politiche comunitarie mostra come la formazione sia stata progressivamente orientata non tanto alle conoscenze, quanto alle competenze spendibili sul mercato. Tutti gli incontri una una tensione comune: tra ricerca di senso e logiche di efficienza, tra relazione educativa e pressione tecnologica. Ripensare il sapere oggi significa non ridurre l’educazione a mera prestazione tecnica, ma mantenerne la dimensione culturale e civica.

    Sessioni

  • -> 1. Pedagogia e politiche del sapere (Cosa significa fare ricerca?)

    Due incontri per discutere la crisi della dimensione educativa e culturale dell’insegnamento universitario, nel quadro dei mutamenti strutturali del fare didattica e ricerca negli atenei. L’occasione è offerta da due pubblicazioni recenti che, da prospettive diverse, interrogano il fare ricerca e formazione sullo sfondo della crisi di senso dei processi e dei dispositivi di produzione e riproduzione dei saperi nel mondo accademico. Il primo incontro è dedicato al dialogo con Cristina Bianchetti, a partire dal volume di Pier Luigi Crosta e Cristina Bianchetti Conversazioni sulla ricerca (Donzelli, Roma 2020).

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  • -> 2. Pedagogia e politiche del sapere (Pedagogia, cultura, università)

    Due incontri per discutere la crisi della dimensione educativa e culturale dell’insegnamento universitario, nel quadro dei mutamenti strutturali del fare didattica e ricerca negli atenei. L’occasione è offerta da due pubblicazioni recenti che, da prospettive diverse, interrogano il fare ricerca e formazione sullo sfondo della crisi di senso dei processi e dei dispositivi di produzione e riproduzione dei saperi nel mondo accademico. Il secondo incontro è dedicato al dialogo con Rossella Fabbrichesi, Laura Montedoro, Carolina Pacchi, a partire dal volume di Laura Montedoro e Gabriele Pasqui Università e cultura. Una scissione inevitabile? (Maggioli, Santarcangelo di Romagna 2020).

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  • -> 3. Distanze minime, progessive, massime

    La impropriamente detta «didattica a distanza» ha provocato reazioni diverse a seconda delle materie di insegnamento, degli attori, delle istituzioni. Per quanto riguarda l’ambito della didattica musicale, l’alveolo del rapporto maestro-allievo è stato disintegrato, soprattutto per lo stato primitivo e totalmente inadeguato della tecnologia. D’altra parte, la trasmissione della musica attraverso i personal computer o altri supporti elettronici è fallimentare e, in gran parte dei casi, addirittura dannosa e la collocazione di ulteriori «schermi» alla relazione formativa ha sottratto elementi fondamentali all’interazione. Nel corso dell’anno passato il M° Pavan ha chiesto ai suoi allievi del Corso di Liuto in Conservatorio di annotare le loro reazioni alla preparazione per la «lezione a distanza», al suo svolgimento, alla chiusura e al post-incontro. La medesima richiesta ha rivolto anche a se stesso. A partire dalla condivisione di quanto è emerso da quelle annotazioni, si rifletterà su cosa stia accadendo ai luoghi e alle modalità della formazione e su come le nuove distanze possano essere vissute.

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    Foglio di Michelangelo (British Museum, n. 1859, 0514.818)

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    Davide Daolmi, Alle origini del Conservatorio di Milano

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    Fondazione del Conservatorio di Milano (documento reperito da Davide Daolmi)

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  • -> 4. Pedagogia scientifica per bambini

    «Bambini, cosa è un uovo?». «Un uovo è un frutto…». «No, no, è una cosa che fanno le galline…». «Dentro all’uovo c’è un rotondino giallo e intorno una cosa trasparente…». Partendo da questo esempio, i due biologi di Mechrí, Manuela Monti e Carlo Alberto Redi, discutono e illustrano le attività di divulgazione scientifica per bambini svolte, negli anni, con lezioni frontali, laboratori didattici e/o visioni commentate di cartoni e film a sfondo scientifico. Durante questa sessione di Linguaggi in transito verrà affrontata e analizzata l’esigenza di iniziare a educare i più piccoli, sin dalle scuole primarie, ad una cittadinanza scientifica che è la base di ciò che Pietro Greco chiamava «democrazia cognitiva».

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    Materiali

    Slide parte prima

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    L’uovo: una cellula meravigliosa (video)

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  • -> 5. Quello che scuola non è

    In questa sessione, dedicata alla formazione con giovani della scuola secondaria di secondo grado, il curatore muove dalla sua esperienza di insegnante che sta sperimentando vie per superare, nei tempi e nei modi, l’idea di una formazione come mera istruzione o acquisizione di competenze. Il racconto di tale esperienza potrebbe forse cominciare così: «Cercando di fare mio l’insegnamento del prof. Carlo Sini, da alcuni anni a questa parte sto tentando di dare vita ad una “trasmissione del sapere” che renda consapevoli i miei studenti, e me stesso, delle operazioni che rendono possibili le nostre conoscenze, così da non “soccombere” al peso (fascinoso e prezioso!) dei significati. L’oscillazione tra una didattica “procedurale” (solo metodo?) e una “contenutistica” (solo contenuto?) richiede un difficile esercizio, nel quale da tempo mi sto cimentando – senza, forse, riuscire a mantenere sempre l’equilibrio necessario…».

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  • -> 6. Formazione e lavoro: Uno sguardo alle politiche comunitarie

    A partire dalla Strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione (2000), le politiche comunitarie hanno assegnato alla formazione un ruolo cruciale per la collocazione dell’Europa nel quadro della competizione sui mercati internazionali, in alternativa a un posizionamento competitivo centrato su prezzi e costi ritenuto non sostenibile. Le risorse del bilancio europeo, veicolate agli Stati Membri attraverso gli strumenti della programmazione comunitaria, hanno progressivamente orientato tali politiche all’incremento, adattamento e ampliamento del sapere, seguendo un orientamento che si è irrobustito anche a seguito dei due shock successivi: la crisi del debito del 2008-2009 e la crisi Covid-19 del 2020-2021. Questa agenda di politiche pubbliche, tuttavia, ha anche ridefinito il proprio oggetto: non il sapere e neppure i singoli contenuti di conoscenza, bensì le «capacità» (skills) e le competenze sono alla base di una metrica attorno cui progettare, erogare, valutare e finanziare l’istruzione e la formazione nell’ottica della occupabilità. Prendendo spunto da alcuni documenti di policy ci chiederemo quali siano i presupposti, gli effetti e i problemi di questa prospettiva operativa, all’intersezione fra lavoro, formazione e sapere.

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    Materiali

    Accordo Conferenza Unificata Stato Regioni sul documento recante “Piano strategico nazionale per le competenze della popolazione adulta”

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    Piano Nazionale Nuove Competenze

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    New Skills for New Jobs. Anticipating and matching labour market and skills needs”, Brussels, 16/12/2008

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    “New Skills for New Jobs: Action now. A report by the Expert Group on New Skills for New Jobs prepared by the European Commission”, February 2010

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    “Una nuova agenda europea per le competenze per l’Europa. Lavorare insieme per promuovere il capitale umano, l’occupabilità e la competitività”, Bruxelles, 10/06/2016

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    Pilastro Europea dei Diritti Sociali

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    “Un’agenda europea per le competenze, per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza”, Bruxelles, 01/07/2020

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    Atlante del Lavoro, Dettaglio qualificazione per la figura dell’operatore elettrico

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    Classificazione del personale CCNL Industria metalmeccanica, 05/02/2021

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    Presentazione dati di contesto e link utili per approfondire

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    Legenda dei Materiali

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