Anno sociale 2016-2017

-> Seminario delle arti dinamiche

Variazione e vibrazione: il movimento ritmico come kinesis della vita sapiente

Il Seminario delle arti dinamiche di Mechrí affianca quello di filosofia, precedendolo genealogicamente e variandone il metodo. Per “arti dinamiche” si intendono pratiche conoscitive fondate sulla composizione di differenze in movimento, come danza, musica, teatro, ma anche la filosofia stessa. Queste arti incarnano una kinesis viva: un sapere che si forma trasformandosi. Il seminario esplora la dinamica del vivente e le regole che ne regolano ritmo e misura. Si considerano anche tradizioni sapienziali che unificano arte e conoscenza in una visione cosmogonica comune. Elemento centrale è il contributo di Mario Biagini, co-direttore del Workcenter di Grotowski e Richards. Biagini introduce la dottrina di Spanda, energia vibrante alla base della danza cosmica di Śiva nello shivaismo tantrico.

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  • -> 1. Arti dinamiche e filosofia

    La sessione affronta il seminario delle arti dinamiche di Mécry, esplorando la relazione tra filosofia e arti performative, con particolare attenzione al movimento, alla potenza e all’efficacia artistica. Vengono citati autori come Carlo Sini, Antonio Attisani, Mario Biagini, Grotowski, Nietzsche, Paul Celan ed Enzo Paci. Si evidenzia l’importanza del metodo, della memoria, della vibrazione (spanda) e della performance come azione conoscitiva e formativa del corpo umano e vivente.

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    1. Riferimenti bibliografici

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    2. I passi del seminario 2015-2016

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    3. L’esperienza dell’arte: una tavola di Tommaso Di Dio

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    4. Tornare là dove non si è mai stati: una nota di lavoro di Antonio Attisani

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  • -> 2. Arte dinamica e bios

    La sessione affronta la complessa relazione tra arti dinamiche e origine dei saperi, interrogandosi sul metodo e sulla natura del movimento vivente come esperienza estetica e conoscitiva. Si discutono le idee di Mario Biagini, Antonio Attisani, Paul Valéry e Daniel Chamovitz, con riferimenti a Goethe e Nietzsche, esplorando il sentire come performance senza scarto esterno e la natura come artista che produce movimento ordinato e potenza performativa. Si evidenzia la sfida di comprendere il potere di suscitare ciò che è assente e il ruolo della rappresentazione nella conoscenza.

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    1. Riferimenti bibliografici

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    2. Estratti da La metamorfosi delle piante di J.W. Goethe

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    3. Cenni introduttivi allo shivaismo kashmiro

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  • -> 3. Filosofia tantrica kashmira

    La sessione, condotta da Mario Biagini, esplora la complessa tradizione filosofica e tantrica del Kashmir medievale, soffermandosi sul testo Spandakarika e sulla dottrina della vibrazione (Spandavada). Si analizzano le differenze culturali tra pensiero indiano e occidentale, il ruolo di Shiva e Shakti, e le pratiche mistiche istantanee del Vijnana Bhairava. Citati Thomas Richards, Ramana Maharishi, Vasugupta, Shankara e Utpala Deva.

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  • -> 4. Origine e stacco

    La sessione affronta il concetto di “stacco” come elemento fondamentale nell’esperienza conoscitiva e nel movimento della vita vivente (bios), esplorando il rapporto tra kinesis, aestesis e dynamis. Citando autori come Carlo Sini, Goethe, Chamovitz e Gabriele Pasqui, si indaga la natura dell’arte performativa, la coscienza come “sapere sentendo” e l’esperienza come slittamento e trasferimento, evidenziando la soglia come passaggio vuoto e la contingenza delle pratiche nella definizione del significato.

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  • -> 5. Arti dinamiche e Spandacarica

    La sessione affronta la riflessione sulle arti dinamiche e la loro potenza performativa, indagando il senso del movimento della vita vivente e la relazione tra vita estetica e conoscenza. Si approfondisce lo shivaismo kashmiro e il testo Spandacarica, con riferimenti a Mario Biagini, Antonio Attisani, Carlo Sini e Abhinavagupta. Temi chiave sono lo “stacco”, la “dynamis”, la pratica conoscitiva e l’esperienza estetica intesa come meraviglia e rasa.

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  • -> 6. Vibrazione e soglia

    La sessione esplora il tema della variazione e vibrazione come movimento ritmico che caratterizza la vita conoscente, approfondendo la distinzione tra stacco implicito e manifesto nella praxis vitale. Citando autori come Carlo Sini, Lilian Silpurn e Mario Biagini, si riflette sul rapporto tra zoè, prassi e kinesis, evidenziando come solo la voce risuonante istituisca uno stacco manifesto, aprendo alla dimensione della possibilità e della finalità nella vita dinamica.

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  • -> 7. Shivaismo kashmiro e azione

    La sessione si focalizza sul pensiero incarnato e sullo Shivaismo Kashmiro come pratica conoscitiva integrale. Si discutono i testi classici come lo Spandacarica, tradotto e commentato da Mario Biagini, e la dialettica tra corpo, mente e azione. Vengono citati autori come Gnoli, Husserl, Spinoza, Nietzsche, Ibn Arabi e Bettelheim, con riflessioni su conoscenza, attenzione e la natura dinamica del sé.

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  • -> 8. Sessione integrativa a cura di Francesco Albanese

    La sessione affronta il percorso conclusivo del seminario sulle arti dinamiche, riflettendo su nodi e aperture emersi. Si discute il concetto di “lasciare l’India” come ritorno a sé, rifacendosi a Mario Biagini e l’interpretazione di Spandacarica. Il seminario esplora la tensione tra separazione e aderenza, lo stacco manifesto e implicito, e il ruolo del bios foneticos nella formazione dell’oggetto utopico. Citati Antonio Attisani, Mario Biagini, Giorgio Agamben, Lilian Silburn e Carlo Sini.

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  • -> 9. La questione del potere

    La sessione affronta il tema centrale del potere nelle arti dinamiche, intrecciando riflessioni su poiesis, festa, e la tensione tra corpo staccato e corpo olistico. Si citano i lavori di Antonio Attisani, Mario Biagini, Enrico Redaelli e Sini, che contribuiscono alla comprensione della dinamica tra oggetto, segno e interpretante. Si esplora inoltre la relazione tra lavoro, appropriazione e comunità, ponendo al centro la questione di “cosa possiamo fare” nel ritorno a noi stessi.

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Florinda Cambria

Florinda Cambria

Direttivo di Mechrí: Presidente Docente di Filosofia del Presente e Filosofia della Storia all’Università degli Studi dell’Insubria