Anno sociale 2025-2026
-> Seminario delle arti dinamiche
Arti della terra, la conoscenza delle sabbie
a cura di
Florinda CambriaTommaso Di Dio
La geografia è anzitutto un’arte dell’orientamento e delle sue molteplici scritture, la disciplina di chi ha legato in un solo nodo operativo il sapere del corpo umano a quello del corpo terrestre. Eppure, non si dà scrittura che non sia montaggio di movimenti e così mappa e prescrizione di un mondo a venire. Nel suo millenario cammino, la geo-grafia si è disseminata in una molteplicità di supporti, che si offrono come crogiuolo dei desideri degli umani: manifesto, mediante proiezioni cartografiche, di plurime aspirazioni in un cammino non più solo terrestre, ma oggi interplanetario.
Ripercorrendo alcuni episodi geo-grafici del cammino decennale di Mechrí, il Seminario tenterà poi di costruire una mappa delle scritture della Terra, indagando alcune immagini e figurazioni artistiche per cogliere il desiderio geo-poietico e geo-mantico da cui esse muovono. Come ha scritto Henri Lefebvre, al fondo della geografia e di ogni mappa c’è una domanda, l’esigenza di «creare (produrre) lo spazio planetario come supporto sociale di una vita quotidiana trasformata». Quali opere d’arte hanno tentato questa impresa? E qual è il punto di origine di tutte le pratiche geo-grafiche, il site-specific per eccellenza, l’origine danzante di ogni spazializzazione, la vertigine di sabbie in movimento nel cui fondamento mobile ogni scrittura prova a dire di sé e della Terra?
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-> 1. Verso la foce e verso la sorgente
18/10/2025Le arti dinamiche sono intese come tecniche della potenza, pratiche di conoscenza esposte al ritmo fra orientamento e disorientamento. La geografia appare come gesto originario del pensiero: movimento tra sorgente e foce. Si attraversa il racconto di Gianni Celati, il viaggio alla scoperta delle sorgenti del Nilo di Erodoto e Seneca, tra desiderio e perdita. Il “ci” di “c’era una volta” diventa figura del luogo vuoto del sapere, dove racconto e spazio coincidono e la conoscenza si fa esercizio di orientamento e metamorfosi.
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-> 2. Mappe del desiderio. Il sapere geografico come gesto e proiezione del corpo sociale
22/11/2025La sessione esplora la geografia come forma di conoscenza incarnata, nata da un gesto: lasciare il noto, affrontare il disorientamento e tornare con un racconto capace di orientare altri. Lungi dall’essere un sapere neutrale, la geografia appare attraversata da desideri e paure, dal bisogno di governare l’ignoto e di restituirlo nella figura di una mappa. Il confronto con la geomanzia — la “scienza della sabbia” — mostra come ogni rappresentazione dello spazio sia una proiezione del corpo sociale: un dispositivo operativo che ordina il mondo affinché possa guidare l’azione. Ne emerge l’idea che ogni mappa sia una costruzione orientante, non la copia della terra ma una sua decisione.
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-> 3. Geografie rasoterra
20/12/2025L’evoluzione delle proiezioni cartografiche occidentali è messo in risonanza con le pratiche artistiche della Land Art e con la riflessione di Barnett Newman sul segno come atto istituente. Nelle opere di Richard Long, così come in quelle di Dennis Oppenheim, lo spazio non viene rappresentato ma esposto attraverso un gesto minimale che orienta il corpo e istituisce un qui, ponendosi in una dimensione collaborativa con le forze che indichiamo come “naturali”. La mappa, come l’opera, inaugura un campo di esperienza. In dialogo con il mundus patet di Giorgio Agamben, la geografia emerge come sapere del buco, della fossa, della crepa sulle superfici :un mondo che accade solo per chi ha il coraggio di mettersi rasoterra.
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-> 4. Nel gorgo. Esercizi di auto-geo-localizzazione
24/01/2026La “danza terribile” che dipinge la Terra, la rivoluzione che non abbiamo saputo fare (A. Artaud). Il gorgo: movimento che in-muove le nostre istoriazioni geo-grafiche. Profondità sive superficie. “Finis Terrae”. “Ultima Thule”. Geografia senza ritorno. Geografia senza nostalgia. Pensiero delle pratiche (C. Sini). Progetto senza nostalgia (G. Pasqui).
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-> 5. Scrivere la Terra, incidere il supporto
21/02/2026A partire da J. Derrida, Forcener le subjectile (1986) e F. Cambria, Far danzare l’anatomia (2007), un percorso spiraliforme nella nozione di supporto. I sensi del supporto (soglia tra profondità e superficie); le direzioni dei cammini che lo attraversano. Dimensione musicale del supporto come “motivo”, “motilità”, “anima” dell’incisione: “il resto che sta per risollevarsi” (A. Artaud). Rāmāyaṇa: il “Cammino di Rama” (l’ordine che disegna un kosmos), Sita (il solco di quel cammino), Bhumi (la terra solcata).
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-> 6. Geografie della sorpresa, geografie di stanza
21/03/2026La verità del viaggio è un compito etico. Viaggi verticali, scritture della terra: solcatura, ripuntatura, aratura, dissodamento. Viaggi elicoidali: il soggettile e la rotazione verticale. Il “getto” tra pro-getto e pre-getto. Geografie dell’affondo e del rovesciamento profondità/superficie. Dalle geografie della scoperta alle geografie della sorpresa. Sorpresa: “presa dall’alto” e stupore, incantamento e (attiva) paralisi. La “Terra” e i suoi molteplici nomi, i suoi fantasmi. Geografie dello stanziamento e della stanzialità. La “stanza” come “dimora capace e ricettacolo di tutta l’arte” (Dante). La tonnara, la mattanza, la “camera della morte”.
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-> 7. Stanze: mappe per viaggi sottosopra
18/04/2026Sessione condotta in collaborazione con Carlo Sini a partire da «Stanze»: inedita composizione grafico-sonora realizzata dallo stesso Carlo Sini tra il 2016 e il 2017. Una selezione di «Stanze» (montaggio di disegni, memorie, racconti, partiture ed esecuzioni musicali) viene proposta come esercizio di palinsesto cronotopico ed eseguita come esempio di viaggio verticale a due voci. Per l’ascolto dei brani musicali che hanno scandito il viaggio sottosopra, si faccia riferimento ai link riportati tra i Materiali della sessione.
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-> 8. Reversibilità: geo-grafie della “vita nuova”
23/05/2026A partire da G. Dematteis (Geografia come immaginazione), I. Calvino (Palomar), Teresa d’Avila (Il castello interiore), Giovanni della Croce (Notte oscura), G. Bachelard (La poetica dello spazio) si approda a una concezione della geo-grafia come emblema di ogni pratica conoscitiva. La Terra dopo Bruno e Spinoza. Essere di stanza nella reversibilità degli opposti. Essere come «il centro di un cerchio, rispetto al quale le parti della circonferenza si comportano allo stesso modo» (Dante, Vita nova).
Sessioni
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01 - Romani - Appunti sparsi. Tentativi di navigazione.
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02 - Dovico - Dal Khan ai ghiacci del Nord
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03 - Sini - Riflessioni sul gorgo
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04 - Lucherini Benvenuti - Cadenza
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05 - Cambria - Risposta Lucherini Benvenuti - Cadenza
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06 - Morgese - Per dimenticanza e contraddizione
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07 - Bruno - Nel gorgo
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08 - Zanoni - Tentativo di auto-geo-localizzazione