Anno sociale 2017-2018
-> Seminario delle arti dinamiche
Il filo della ghirlanda o l’arte del comporre
a cura di
Florinda Cambria
Il secondo Seminario permanente di Mechrí indaga la nozione di «arte dinamica», intesa come pratica conoscitiva che unisce differenze in un insieme organico ed efficace. Non si tratta di produrre opere, ma di generare esperienze relazionali tra parti e tutto. Il focus sarà sul «comporre» e sul concetto di «frammento», inteso come traccia di un intero assente ma evocato. Questa relazione simbolica tra frammento e totalità richiama la struttura della percezione, secondo Merleau-Ponty. Il Seminario esaminerà tecniche espressive e di montaggio dell’avanguardia teatrale e cinematografica russa, come quelle di Mejerchol’d e Ejzenstejn. Tali esempi serviranno a riflettere più a fondo sulla «sapienza del comporre». L’indagine ruoterà attorno a domande cruciali sul supporto, il soggetto e il principio di giuntura del montaggio.
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-> 1. L’arte della commessura
La sessione esplora il tema dell’arte come capacità di comporre l’incomponibile, ovvero tenere insieme ciò che è radicalmente separato, ispirandosi a filosofi e tradizioni come Eraclito, Aristotele, Nietzsche, Platone, la scuola Spanda e la filosofia medievale. Si indaga il potere erotico e conoscitivo dell’arte dinamica nel far vibrare l’intero nella parte, con riferimenti a Tommaso di Dio, Giorgio Agamben e Antonio Amato. Si riflette inoltre sul Novecento come epoca della frammentazione e della tensione verso l’intero, simbolizzata dalla ferrovia transiberiana.
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-> 2. Arti dinamiche e modernità
La sessione esplora il concetto delle arti dinamiche come strumenti di composizione e trasformazione, rifacendosi a figure chiave come Vsevolod Meyerhold e Sergei Eisenstein. Si evidenzia come la modernità sia l’età del frammento e della composizione, con riferimento alla rivoluzione bolscevica come momento cruciale di rinnovamento artistico e politico. Meyerhold propone un teatro grottesco, artificioso e non naturalistico, basato su pantomima e biomeccanica, in opposizione al realismo. Eisenstein è citato per la sua teoria del montaggio sovietico e la funzione persuasiva dell’arte.
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-> 3. Modernità e montaggio sovietico
La sessione esplora il passaggio nella filosofia moderna dalla ricerca dell’essenza alla verità della conoscenza, citando Carlo Sini. Si analizzano le teorie teatrali di Meyerhold, che definisce il teatro come artificio basato su convenzionalità, non quotidianità e mimesi trasformativa, e l’evoluzione del montaggio cinematografico sovietico. Vengono discussi Eisenstein e la scuola del montaggio, con riferimento a David Bordwell, Christine Thompson e Antonio Attisani, evidenziando il montaggio come collisione e generazione di idee, e il contesto storico dell’industria cinematografica sovietica post-rivoluzione.
Materiali
3.1 L’industria del cinema sovietico negli anni Venti
Scarica3.2 Bordwell-Thompson, Storia dei cinema e dei film, Cap_6
Scarica3.3 F. Cambria, Pedagogia in azione. Il teatro politico di Bertolt Brecht
Scarica3.4 Tecnica, in Enciclopedia Treccani Cinema
Scarica3.5 Toshusai Sharaku
Scarica3.6 S. Ejzenštein, La nascita del montaggio
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-> 4. Teoria del montaggio Eisenstein
La sessione tratta la teoria generale del montaggio di Sergej Eisenstein, approfondendone le basi tecniche, estetiche e concettuali. Vengono citati autori come Eisenstein stesso, Pietro Montani, Stanislavski e Husserl. Si analizza il montaggio come principio compositivo basato su urto e collisione tra elementi, evidenziando la relazione tra contenuto inquadrato e margine, nonché il profilo del senso che ne emerge, connesso anche alla fenomenologia eidetica.
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-> 5. Fotografia, metafora e cinema
La sessione esplora la natura complessa della fotografia come doppia rappresentazione del mondo, citando Wittgenstein, Sini ed Eisenstein. Si approfondisce il rapporto tra immagine, uso ermeneutico e metafora fresca, evidenziando la crisi della conoscenza essenziale e l’illusione di afferrare l’essenza delle cose. La fotografia è vista come antefatto del cinema, che mira a scrivere il movimento e il processo, superando la fissità e la staticità dell’immagine fotografica.
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-> 6. Montaggio, musica e sinestesia
La sessione tratta della teoria del montaggio di Eisenstein, esplorandone la dimensione musicale e sinestetica, e il legame tra gesto, voce e danza come prototipi audiovisivi. Si richiamano concetti di Carlo Sini sulla fotografia e sulle “atmosfere” di Ligeti, evidenziando l’invisibile che unisce i frammenti. Eisenstein concepisce il montaggio come processo compositivo, basato su ritmo e risonanza, anticipando il montaggio audiovisivo e il cinema sonoro. Sono citati Eisenstein, Sini, Ligeti, Nietzsche e Cacciari.
Materiali
6.1 Ligeti, Atmosphère con grafico
Vai a6.2 Partitura Aleksandr Nevskij
Scarica6.3 Pitture su rotolo disteso
Scarica6.4 El Greco, Tempesta su Toledo
Scarica6.5 Linee della bellezza
Scarica6.6 Nodi vinciani
Scarica6.7 Leonardo, Sala delle Asse
Scarica6.8 R. Balistrieri, Olì olì olà
Vai a6.9 R. Balistreri, Cummari Nina cummari Vicenza
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-> 7. Musica, montaggio e ornamento
La sessione esplora la teoria del montaggio di Sergei Eisenstein come metafora compositiva delle arti, focalizzandosi su musica sinestetica, danza e ornamento come forme originarie di composizione. Si indaga la relazione tra emozione, movimento, e continuità, con riferimenti a Sini, Ligeti, Wittgenstein e Spinoza. L’ornamento è inteso come traccia che accompagna ma dissocia la figura, rivelando il passaggio dalla contiguità alla continuità. Eisenstein collega questa musica compositiva alla natura stessa come processo filmico e performativo.
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-> 8. Macchine, fotografia, cinema
La sessione, curata da Francesco Albanese, esplora la storia della fotografia e delle macchine ottiche nell’Ottocento, focalizzandosi su pionieri come Nicephore Niépce, Louis Daguerre, William Henry Fox Talbot e John Herschel. Si analizzano le innovazioni tecniche, il dibattito sull’arte fotografica e l’impatto scientifico della fotografia, fino alle premesse del cinema con Maybridge, Marey e i fratelli Lumière. Citate le riflessioni di Henri Cartier-Bresson e Walter Benjamin.
Materiali
8.1 Fenachistiscopio, 1833
Vai a8.2 Zootropio
Vai a8.3 Janssen, passaggio di Venere davanti al Sole
Vai a8.4 Muybridge, sequenza cavallo
Vai a8.5 Fratelli Lumiere, Arrivo del treno
Vai a8.6 Possessed, scena treno
Vai a8.7 Frank Gilbreth, film
Vai a8.8 Edwin Porter, film (l’ultima scena)
Vai a8.9 Ottobre, scena mitragliatrice
Vai a8.10 Presentazione
Scarica8.11 De Chirico
Scarica8.12 Fumetto
ScaricaConsiderazioni
Brogliaccio - Appunti di lavoro – F. Albanese: Macchine, immagini: la vita. Un percorso in sorvolo sull’Ottocento
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-> 9. Arte del comporre
La sessione esplora il tema dell’arte del comporre, in particolare attraverso le riflessioni di Eisenstein sull’arte sintetica o sinestetica, il montaggio armonico e la relazione tra frammento e insieme. Si indaga la natura dell’atmosfera emozionale e della sfera, evidenziando la bizzarra reciprocità che le tiene unite. Citati Eisenstein e Sini, il discorso si estende alla modernità, al ruolo del cinema e al rapporto uomo-natura come enigma compositivo.
Materiali
9.1 C. Sini, Inizio, p. 217
Scarica9.2 A. Artaud, il teatro alchimistico
Scarica9.3 A. Artaud, Per farla finita col giudizio di dio
Scarica9.4.a Bal Musette Mix 1910-1930
Vai a9.4.b Bals musette de l’été
Vai a9.4.c Bal musette in balera
Vai a9.5 Francis Poulenc, Un embarquement pour Cythère (valse musette pour deux pianos), 1951, versione A
Vai a9.5 Francis Poulenc, Un embarquement pour Cythère (valse musette pour deux pianos), 1951, versione B.
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Sessioni
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1. Marcello Venturino: Far risuonare l’intero nella parte (01/11/2017)
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2. Florinda Cambria: Risposta a Marcello Venturino (12/11/2017)
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3. Egidio Meazza: Breve nota su Antifone sofista (16/11/2017)
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4. Egidio Meazza: Heidegger: la quarta dimensione del tempo (03/03/2018)
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5. Egidio Meazza: Dopo un anno (24/05/2018)