Anno sociale 2019-2020

-> Seminario delle arti dinamiche

Corpi musici: La conoscenza che danza

Al fondo dell’azione artistica opera un potere, una forza compositiva che è in grado di tenere assieme piani dell’esperienza incommensurabili: il fluire della vita unica e indivisa, e lo scandirsi e interrompersi di quel flusso nella profilatura delle sue forme transeunti. Tale forza è la dynamis di ciò che a Mechrí chiamiamo «arti dinamiche»: azioni poietiche caratterizzate da una peculiare efficacia. Tale efficacia – questa la proposta da cui muoverà il Seminario – ha natura eminentemente musicale e ritmica. Il primo passo sarà dunque una ricognizione delle occasioni che, già nelle passate edizioni del Seminario, hanno suggerito e motivato la formulazione di tale proposta. Successivamente ci si interrogherà sui modi e sui luoghi in cui quella potenza musicale si manifesta, varcando le soglie della temporalità (la musica – si è soliti pensare – è un’arte temporale) per dilatarsi e mostrarsi in una dimensione che è eminentemente spaziale e materiale: corporea. In che senso e in che modo le arti dinamiche prendono corpo? Ma non sono forse già sempre «corpi» quelli che delle arti dinamiche, del loro poietico attuarsi, sono il supporto e la condizione di possibilità? E come si muove, come si anima un corpo, quando diviene un corpo musico, ingaggiato nella danza poliritmica del mondo che risuona fin nell’ultimo dei suoi arti, fin nel più oscuro dei suoi organi?

Figure guida in questa indagine saranno Antonin Artaud e René Daumal: due pensatori che fecero della loro stessa esistenza materia duttile alla costruzione di corpi musici, i loro e quelli venturi. «Quando recito una poesia – scrisse Artaud – non è per essere applaudito, ma per sentire corpi di uomini e di donne, dico corpi, tremare e volgersi all’unisono con il mio, volgersi […] all’anima, cioè alla materializzazione reale e corporea di un essere integrale di poesia». E Daumal (che ci accompagnerà in un percorso nella sapienza musicale indù): «Tutti i popoli primitivi hanno saputo mettere in opera la potenza irresistibile di certi abbinamenti di ritmi, di certe dissonanze. Talvolta, mediante dei semplici procedimenti, […] aumentano ulteriormente questo potere di oltrepassare e di dominare la cinestesia umana. La musica diviene così uno dei loro principali strumenti di stregoneria, di magia, o di comunione sociale».

Ogni sessione del Seminario prevederà un momento conclusivo di lettura e riflessione collettiva intorno ai materiali che verranno via via presentati.

    Sessioni

  • -> 1. La musica e la danza

    La sessione esplora il tema del “come cominciare” attraverso la narrazione di una storia legata alla musica e alla danza, centrata sul Seminario delle Arti Dinamiche di Mécri. Si evidenziano riferimenti a René Dumas e Antonin Artaud, insieme a concetti tratti dalla tradizione indiana dello Spandacarica e dalla filosofia di Nietzsche. Vengono analizzati il movimento, la vibrazione, la composizione e la funzione magica della musica come forza che unisce parti separate in un tutto dinamico.

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    Note alla prima sessione

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  • -> 2. Il Monte Analogo e la patafisica

    La sessione approfondisce “Il Monte Analogo” di René Daumal, un romanzo incompiuto che narra un’ascesa simbolica in uno spazio non euclideo, rappresentando un’esperienza mistica e artistico-conoscitiva. Si esplora la patafisica di Alfred Jarry, scienza delle soluzioni immaginarie, come chiave per comprendere realtà alternative, il grottesco e la composizione degli opposti. Vengono citati autori come Daumal, Jarry, Gilbert Lecomte e Artaud, e si evidenzia il legame tra arte, conoscenza e mistica nel contesto novecentesco.

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    Note alla seconda sessione

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    C. Rugafiori, Prefazione a Le Grand Jeu, Adelphi, 2005

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    R. Daumal, La patafisica e la rivelazione del riso

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    R. Gilbert-Lecomte, L’orribile rivelazione… la sola

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  • -> 3. Conoscenza, arte, metamorfosi

    La sessione esplora il percorso di ricerca di René Daumal e il gruppo Le Grand Jeu, concentrandosi sulla conoscenza compositiva come fusione dell’unità e trasformazione interiore. Si analizzano temi come la mistica, il lavoro su di sé, la rivoluzione della conoscenza e l’influenza di maestri come Gurdjieff e Alexandre de Salzman. La riflessione si estende alla poesia, alla danza e al teatro come forme di espressione incarnata. Sono citati Daumal, Gilbert Lecomte, Artaud, Gurdjieff e Meyerhold.

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    Nota bibliografica dopo la terza sessione

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    R. Daumal, Le ultime parole del poeta

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    R. Daumal, Poesia nera e poesia bianca

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    Daumal, Per avvicinare l’arte poetica indù

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  • -> 4. Conoscenza, Atman, Prakriti

    La sessione esamina il lavoro su di sé e la conoscenza nella tradizione indù, focalizzandosi su Daumal e il suo rapporto con la poesia e la filosofia hindù. Si approfondiscono i concetti di Atman (sé), Brahman (principio assoluto), Purusha (uomo cosmico) e Prakriti (natura primordiale), evidenziando la loro interconnessione non dualistica. Vengono citati gli studiosi Daumal, René Guénon, Egidio Meazza, Mircea Eliade e riferimenti al Rig Veda e alla filosofia di Fichte e Sini.

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    Note dalla terza e quarta sessione

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  • -> 5. Corpi, danza, conoscenza

    La sessione esplora il tema dei “corpi musici” e della “conoscenza che danza”, riflettendo sul rapporto tra musica, danza e sapere attraverso le figure delle muse Persicore, Clio e Urania. Vengono analizzati i lavori di René Dumas e Antonin Artaud, due artisti e pensatori legati alla poesia, alla danza e alla rivoluzione della conoscenza, con riferimenti alle tradizioni vediche e alla pratica del “lavoro su di sé”. Gli autori citati sono Carlo Sini, Tommaso Di Dio, René Daumal, Antonin Artaud, Alexandre de Salzman, Uday Shankar e Gurdjieff.

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    Nota bibliografica dopo la quinta sessione

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    Paolo Uccello, Caccia notturna

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    Paolo Uccello, Battaglia di San Romano

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    Mater Alchimia

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  • -> 6. Teatro, alchimia, simbolismo – parte 1

    La sessione affronta il confronto tra René Daumal e Antonin Artaud, evidenziando convergenze e divergenze nel loro approccio al teatro inteso come arte totale. Si discute il diverso rapporto con la tradizione, il maestro e l’“altro” non occidentale, con Daumal orientato verso un’esperienza mistica e Artaud verso una sapienza alchemica. Cruciale è la concezione del teatro come luogo di conoscenza: per Daumal comunione, per Artaud ricostruzione tramite simboli e segni efficaci. Si citano gli studi di Alain e Odette Virmont, Michela Pereira e Gilbert Rouget.

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    Croce a sei braccia

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    Croce a sei braccia (monogramma)

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    Teponaztli (codice)

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    Teponaztli (H)

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    Teponaztli

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    Teponaztli - Museo Nacional de Antropologia

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    Xochipilli – Macuitxochitl

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    Xochipilli (volto)

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    Xipe – Totec, Nostro Signore lo scorticato

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    Xipe – Totec in piedi

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    Xipe – Totec rivestito con la pelle di una vittima sacrificale (fronte)

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    Xipe – Totec rivestito con la pelle di una vittima sacrificale (lato)

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  • -> 6. Teatro, alchimia, simbolismo – parte 2

    La sessione affronta il confronto tra René Daumal e Antonin Artaud, evidenziando convergenze e divergenze nel loro approccio al teatro inteso come arte totale. Si discute il diverso rapporto con la tradizione, il maestro e l’“altro” non occidentale, con Daumal orientato verso un’esperienza mistica e Artaud verso una sapienza alchemica. Cruciale è la concezione del teatro come luogo di conoscenza: per Daumal comunione, per Artaud ricostruzione tramite simboli e segni efficaci. Si citano gli studi di Alain e Odette Virmont, Michela Pereira e Gilbert Rouget.

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    Xochipilli_volto

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    Xipe-Totec_Nostro Signore lo Scorticato

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    Xipe-Totec in piedi

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    Xipe-Totec rivestito con la pelle di una vittima sacrificale_Fronte

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    Xipe-Totec rivestito con la pelle di una vittima sacrificale_Lato

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  • -> 7. Danza e alchimia in Artaud

    La sessione esplora il rapporto tra alchimia, simbolismo e danza come pratica di trasformazione e autorigenerazione, richiamando i lavori di Michela Pereira e Carlo Sini. Centrale è l’esperienza di Antonin Artaud in Messico con i Tarahumara e il rito del peyotl, vissuto come danza terapeutica e rito di guarigione. Si evidenzia la connessione tra vuoto, memoria e temporalità multidimensionale, attraverso la metafora della croce a sei braccia e la figura di Zipetotec, il dio scorticato. Autori citati: Michela Pereira, Sini, Antonin Artaud, Nietzsche, Colli e Montinari.

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    • Registrazione [1]

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    Note dalla quinta, sesta, settima sessione

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    M. Gallucci, Protasi. Ricognizione di un viaggio attraverso le lettere, in A. Artaud, Messaggi rivoluzionari

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    M. Gallucci, Apodosi. Che cosa sono venuto a fare in Messico, in A. Artaud, Messaggi rivoluzionari

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Florinda Cambria

Florinda Cambria

Direttivo di Mechrí: Presidente Docente di Filosofia del Presente e Filosofia della Storia all’Università degli Studi dell’Insubria