Il punto
a cura di Florinda Cambria
Seminario di filosofia
a cura di Carlo Sini
Seminario delle arti dinamiche
a cura di Tommaso Di Dio
Linguaggi in transito: evoluzione umana
a cura di Andrea Parravicini
Esercizi di drammaturgia 
a cura di Antonio Attisani

Costellazioni

a cura di Florinda Cambria, Francesco Emmolo, Enrico Redaelli
Crocevia dei linguaggi

a cura di Florinda Cambria, Francesco Emmolo, Enrico Redaelli

Ritmo, misura, conoscenza. Per una formazione transdisciplinare

A cura di Florinda Cambria, Tommaso  Di Dio, Gabriele Pasqui, Carlo Sini

Attrezzeria

Ascolta la presentazione dell’anno di studi (29/09/2018):
Florinda CambriaCarlo SiniTommaso Di DioAndrea Parravicini.

Il Punto

 

Nel fare il punto sui lavori della nostra associazione culturale ci rivolgiamo sia a coloro che per la prima volta vorranno affacciarsi alla porta di Mechrí, sia a coloro i quali, frequentando da tempo il nostro Laboratorio, costituiscono ormai una piccola e multiforme comunità di assidui collaboratori. Ai primi occorre raccontare, anche solo per rapidi cenni, da dove veniamo e in quali direzioni ci muoveremo, se vorranno camminare per un po’ insieme a noi; con i secondi occorre rinnovare l’impegno a condividere i percorsi formativi che scandiscono i mesi dell’anno sociale. Il che significa anzitutto ribadire il principio dell’intreccio fra discipline diverse che ha guidato la nostra proposta culturale fin dal suo esordio: non «inter-disciplinarità» o «dialogo tra» discipline aproblematicamente assunte nelle loro peculiarità metodologiche e nelle loro competenze particolari, ma reciproco attraversamento trans-disciplinare, che di quelle peculiarità e di quelle competenze particolari faccia questione, sicché ogni sapere si rapporti all’altro come suo socratico tafano.

Alle soglie del suo quarto anno di attività, Mechrí / Laboratorio di filosofia e cultura registra anzitutto un dato inatteso e confortante: nel quadro della pur vivacissima offerta culturale milanese, la specificità della nostra proposta, la sua urgenza per molti versi fuori moda, sta cominciando a ricevere riscontri anche al di là della cerchia dei Soci che vi aderiscono con assiduità. Grazie anche all’alleanza culturale stretta con la casa editrice Jaca Book, che condivide e promuove da due anni sia l’opera di divulgazione e approfondimento sia l’attività di alta formazione e ricerca svolta dal nostro Laboratorio, Mechrí può oggi aprirsi al confronto con una più vasta cerchia di partecipanti. Presso Jaca Book è stata infatti inaugurata la collana «Percorsi Mechrí» che, insieme al nostro sito on line www.mechri.it, costituisce per noi un importante canale di condivisione. Oltre alle occasioni di incontro già sorte intorno al primo volume della collana (AA.VV., Vita, conoscenza, Jaca Book, Milano 2018), segnaliamo sin d’ora l’appuntamento del prossimo 17 novembre, promosso da BookCity Milano, che vedrà la nostra sede aperta alla cittadinanza per una tavola rotonda intorno alla proposta pedagogica e culturale di Mechrí.

Il nostro intento è quello di sostenere un’attività di formazione permanente, che costituisca un’alternativa concreta alla frammentazione, alla parcellizzazione, alla unilateralità da cui, per lo più, sono affette le nostre competenze professionali e culturali, siano esse di matrice «umanistica» o «scientifica» – per utilizzare una partizione disciplinare tanto consueta quanto problematica nei suoi fondamenti e nei suoi effetti. Proprio questa trita partizione è anzitutto sospesa e messa in questione nel programma di Mechrí, che aspira invece a rintracciare, ogni volta di nuovo, la matrice comune della enciclopedia dei saperi, scommettendo sulla possibilità che questo non solo produca un arricchimento per le singole discipline chiamate a confrontarsi e interrogarsi reciprocamente, ma contribuisca anche – nella misura in cui può farlo una realtà piccola ma tenace come Mechrí – a delineare l’orizzonte di un diverso senso politico e civile per la parola «cultura». Un senso nuovo che ci sembra quanto mai urgente promuovere, in un momento storico complesso come quello presente, con le sue stupefacenti occasioni di metamorfica apertura e le sue retrive resistenze al mutamento e alla variazione, che sono l’unico modo in cui possono darsi memoria e continuità delle forme di vita.

È infatti la varietà delle forme di vita, il loro evolversi e avvilupparsi reciprocamente nel cammino antropocosmico delle civiltà e delle conoscenze, il filo conduttore dei cicli formativi proposti da Mechrí per il 2018-2019. Come di consueto, il tema generale verrà affrontato da punti di vista differenti e interrelati, anzitutto in quelli che sono i due Seminari permanenti di Mechrí: il Seminario di filosofia e il Seminario delle arti dinamiche. Nel primo sarà la domanda socratica, con la sua torsione auto-osservativa, ad aprire la strada: cosa non sai di sapere, nei tuoi giudizi circa il progresso umano, circa i corsi o i ricorsi della storia, circa la definizione stessa di «storia» e di «umanità»? Nel secondo si interrogherà la nozione di «evoluzione» a partire dalla sapienza dell’azione artistica, esemplificata quest’anno, in particolare, dalla parola poetica.

Il medesimo afflato animerà anche il ciclo dei «Linguaggi in transito» che, come d’abitudine, a Mechrí danno spazio al sapere di discipline scientifiche peculiari, chiamate a testimoniare lo stato delle loro attuali ricerche e i punti di svolta in cui si annunciano, anche problematicamente, venturi ambiti e metodi di indagine. La disciplina invitata a prendere parola quest’anno, l’«Evoluzione umana», è in ogni senso esemplare: essa infatti studia i processi di ominazione o antropogenesi, all’incrocio tra paleoantropologia e fisiologia, linguistica e biologia genetica, in un cammino di ricerca transdisciplinare che perfettamente si confà allo stile del nostro Laboratorio di filosofia e cultura.

Benché ancora lunga sia la strada da percorrere verso quella vera e propria «bottega» dei saperi che Mechrí aspira a diventare, va certamente sottoli-neata, nel programma del nuovo anno sociale, l’accentuazione della dimensione laboratoriale nel quadro delle attività proposte. Forti di alcune importanti esperienze condotte nei mesi passati (in cui si sono sperimentati anche seminari residenziali e soggiorni di studio), abbiamo inteso dare agli appuntamenti in calendario un’impronta quanto più possibile operativa, incrementando le occasioni di coinvolgimento dei Soci in esperimenti di composizione, rielaborazione ed espressione collettive.

Per questo motivo abbiamo deciso di incrementare le sessioni dei «Crocevia dei linguaggi», preposte alla condivisione di riflessioni emergenti dall’incrocio tra le attività in corso, e quelle di «Costellazioni», che impegnano i partecipanti e i coordinatori dei cicli formativi in intere giornate di esercitazioni in gruppo. Questi momenti sono pensati anche per rivedere insieme i materiali di studio che via via si depositano nell’archivio del nostro sito on line. Consultando il sito è infatti possibile ripercorrere i cammini svolti negli anni passati e prendere atto degli sviluppi tematici che da essi germogliano nel presente, rintracciandovi elementi di continuità e di trasformazione, ma anche attingendovi come a personali riserve di domande e spunti di approfondimento.

In un’ottica esplicitamente laboratoriale si colloca il ciclo degli «Esercizi di drammaturgia»: sessioni che prevedono il coinvolgimento e la collaborazione attiva di tutti i partecipanti. La parola «drammaturgia» non è qui intesa nella sua peculiarità di scrittura per la messa in scena, ma, letteralmente, come «com-posizione di azioni» e, nella fattispecie, di azioni conoscitive. Esercitarsi significherà dunque allenarsi in quella ginnastica del mettere insieme e del condividere che, proprio come negli antichi ginnasi, denuda il corpo dei nostri saperi e la materia dei nostri pensieri. Essi sono la carne e lo scheletro di millenarie culture, incarnati nelle posture e nei desideri singolari che segnano la vita di ciascuno di noi, come parte di un tutto silenzioso, in cammino verso nuove posture, nuovi desideri, nuovi pensieri – e forse, come diceva Nietzsche, verso «corpi più grandi».

Florinda Cambria (Presidente di Mechrí)

Seminario di filosofia

EVOLUZIONE E PROGRESSO.
LE POTENZE DELLA TERRA E LE FIGURE DELLO SPECCHIO

a cura di Carlo Sini

Quale fu l’incontro dell’homo sapiens con le potenze e le forze del cielo e della terra? Come nacquero da questo incontro gli umani e i divini, nonché il racconto che originariamente e per sempre li unisce e li divide? Procedendo per «scene» successive, il Seminario rievocherà alcune tappe significative del cammino di autocomprensione della civiltà occidentale: dalla prima favola che leggiamo in Esiodo, a Lucrezio e a Vico; da Joseph Görres e la Heidelberg romantica, alla antropologia hegelo-marxista e alle critiche a James G. Frazer di Wittgenstein.

Al centro la questione del sapere, diviso tra figure e invenzioni della poesia e operazioni tecniche e oggettività del conoscere; mitologicamente, tra Orfeo e Prometeo. Ma anche, potremmo dire, tra evoluzione e progresso, tra saperi metamorfici della parola e saperi della oggettività strumentale scientifica in cammino. Una frattura che tuttora pesa sulla unità della cultura e sui nostri modelli di formazione e di ricerca.

Kerényi e Auerbach si chiesero problematicamente se la frattura si sarebbe mai potuta sanare, se il solco che si era verificato tra mito e logos, là dove Nietzsche ravvisò il punto di svolta della storia universale, si sarebbe potuto mai suturare. Se ciò accadesse, si metterebbe forse in cammino quella che Ilya Prigogine ipotizzava come una «nuova alleanza» tra la filosofia e la scienza. Avremmo allora una filosofia svincolata dalla opposizione primordiale col mito e che proprio per ciò si apre al dialogo con tutte le culture della Terra, delineando una inedita arte dinamica della scrittura e del pensiero, cioè un nuovo esercizio dell’umano.

MATERIALE

Cartigli:
(dall’archivio Carlo Sini)

  1. 6/10/2018
  2. 10/11/2018
  3.  1/12/2018
  4. 12/1/2019
  5. 9/2/2019
  6. 9/3/2019
  7. 13/4/2019
  8. 18/5/2019

Considerazioni:

  1. 6/10/2018
  2. 10/11/2018
  3. 1/12/2018
  4. 12/1/2019
  5. 9/2/2019
  6. 9/3/2019
  7. 13/4/2019
  8. 18/5/2019

Audio:

  1. parte prima, parte seconda, parte terza, parte quarta
  2. parte prima, parte seconda
  3. parte prima, parte seconda
  4. parte prima, parte seconda
  5. prima parte, seconda parte
  6. prima parte, seconda parte
  7. prima parte, seconda parte
  8. prima parte, seconda parte
  9. Richiamo: prima parte, seconda parte

Germogli:

  1. Giovanni Fanfoni, Un lancio di dadi, 28/9/2018
  2. Carlo Sini, Risposta a Fanfoni (Un lancio di dadi), 29/9/2018
  3. Michela Torri, Il corpo di Calliope, 16/10/2018
  4. Carlo Sini, Risposta a Torri (Il corpo di Calliope), 21/10/2018
  5. Gabriele Pasqui, Noi, antichi, 21/10/2018
  6. Carlo Sini, Risposta a Pasqui (Noi, antichi)25/10/2018
  7. Lorenzo Karagiannakos, Da dove ricordo?23/10/2018
  8. Francesca Brusa, Questioni. Epochè. La poesia come compito28/10/2018
  9. Egidio Meazza, Una lettura leopardiana, 30/10/2018
  10. Francesco Albanese, Paesaggi con passaggi, 31/10/2018
  11. Carlo Sini, Risposta a Karagiannakos (Da dove ricordo?), 3/11/2018
  12. Carlo Sini, Risposta a Brusa (Questioni. Epochè. La poesia come compito), 3/11/2018
  13. Carlo Sini, Risposta a Meazza (Una Lettura leopardiana), 3/11/2018
  14. Carlo Sini, Risposta ad Albanese (Paesaggi con passaggi), 3/11/2018
  15.  Giovanni Fanfoni. Discorso come polifonia. Note sull’incontro del 6 ottobre 2018, 9/11/2018
  16. Gianfranco Gavianu, Sulle due Ἒρις, sul tramonto della mitopoiesi e sul ruolo dell’invocazione delle muse. Considerazioni centrifughe germogliate dal primo incontro, 9/11/2018
  17. Eleonora Buono, La misura del progresso, 9/11/2018
  18. Carlo Sini, Risposta a Fanfoni (Discorso come polifonia), 9/11/2018
  19. Carlo Sini, Risposta a Gavianu (Sulle due Ἒρις), 17/11/2018
  20. Carlo Sini, Risposta a Buono (La misura del progresso), 17/11/2018
  21. Mario Alfieri, Sincronie Orientali, 22/11/2018
  22. Francesco Albanese, Risposta a Carlo Sini che ha risposto a Francesco Albanese (Paesaggi con passaggi), 23/11/2018
  23. Carlo Sini, Rsposta ad Alfieri (Sincronie Orientali), 27/11/2018
  24. Carlo Sini, Risposta ad Albanese sul dialogo nato dal suo germoglio (Paesaggi con passaggi)27/11/2018
  25. Gianfranco Gavianu, Qualche provvisoria ipotesi sulla genesi e il perdurare del mito nella modernità, 23/01/2019
  26. Egidio Meazza, Homo natura e gioco di specchi, 8/2/2019
  27. Carlo Sini, Risposta a Gavianu (Qualche provvisoria ipotesi sulla genesi e il perdurare del mito nella modernità), 8/2/2019
  28. Carlo Sini, Risposta a Meazza (Homo natura e gioco di specchi), 8/2/2019
  29. Mario Alfieri, Il fuoco e i selvaggi, 4/3/2019
  30. Egidio Meazza, I limiti delle spiegazioni scientifiche, 8/3/2019
  31. Carlo Sini, Risposta ad Alfieri (Il fuoco e i selvaggi), 13/3/2019
  32. Carlo Sini, Risposta a Meazza (I limiti delle spiegazioni scientifiche), 13/3/2019
  33. Egidio Meazza, Il cerchio, la retta e il verosimile, 2/4/2019
  34. Carlo Sini, Risposta e Meazza (Il cerchio, la retta e il verosimile), 8/4/2019
  35. Egidio Meazza, Riflessioni dopo il settimo incontro, 10/5/2019
  36. Carlo Sini, Risposta a Meazza (Riflessioni dopo il settimo incontro), 23/5/2019
  37. Gianfranco Gavianu, Evoluzione e progresso: un’irrisolta contraddizione, un’aporia forse insolubile, 30/5/2019
  38.  Carlo Sini, Risposta a Gavianu (Evoluzione e progresso: un’irrisolta contraddizione, un’aporia forse insolubile), 11/6/201

Seminario delle arti dinamiche

PROLEGOMENI ALLA RICOMPOSIZIONE DEL CORPO DI ORFEO. Disgregazione, ricomposizione, evoluzione: la poesia dal 1970 ad oggi. 

a cura di Tommaso Di Dio (Comitato scientifico di Mechrí)

Quando si usa la parola poesia, si sta cercando qualcosa che non c’è e allo stesso tempo si sta costruendo il suo arrivo. La dimensione contemporanea dell’arte è sempre stata composta da istanze divergenti, ma questo nostro tempo sembra portare al parossismo ogni divergenza: fra testo e testo di chi si dice oggi poeta si apre una distanza che sembra incolmabile, se non per ignoranza reciproca o esplicita avversione. La poesia nella sua lunga storia è stata molte cose: linguaggio che mostra se stesso, utopia e perimetro di un conflitto. A vent’anni dalla fine del ’900, qualcosa è però successo all’arte della parola: la poesia ci appare il campo di una grande battaglia finita ormai da tempo; un corpo – come fu quello nel mito di Orfeo – smembrato, disorganizzato, senza coesione né coerenza, depotenziato e lacerato da forze inconciliabili che hanno reso il suo canto un sussurro di resti: la voce della poesia non sembra più capace di muovere e accompagnare gli umani verso una vita sapiente. Come provare a rianimare il corpo smembrato di Orfeo e riattivare così la sua forza antropogenica e civile?

Da qui l’idea di questo Seminario: la costruzione di una mappa che fornisca un orientamento sincronico delle forze in atto; e che provi a comprendere il principio della poesia come forza della disgregazione e ricomposizione, misurando quello che oggi si sta facendo della e nella poesia con quanto è stato fatto nel passato e, in particolare, nella tradizione degli ultimi cinquanta anni. Contro un’idea della poesia come successione di entità irrelate – stelle di latta su un fondale di cartapesta –, in questo itinerario si vorrebbe coltivare uno sguardo che impari a mostrare i legami circostanziali e le memorie implicite fra testo e testo; che provi a rendere ragione di cosa, in un determinato organismo testuale, sia stato fertile e abbia dato spazio ad una trasformazione tale da renderlo irrinunciabile frazione di un’eredità, di un movimento più esteso in lotta contro l’irrilevanza e l’oblio. Ad ogni sessione presiederà una domanda e sarà proposta una nuvola di testi, raccolti intorno ad un breve intervallo cronologico. Concentrandoci su di una scelta ristretta di poesie italiane e attraverso un percorso di letture trasversali, si intende sollecitare la costruzione di una comunità di interpretanti nella quale ripensare il testo poetico e la sua funzione nel mondo di oggi: che si possa tornare a vedere insieme la radice per la quale ogni poesia si trasforma e contemporaneamente, nel lampo che la rende unica, intravedere l’immagine di un ricomposto Orfeo.

 Registrazioni e materiali:

  1. Registrazione prima parte, seconda parte (13/10/2018)
    Materiali:
    1.1. Cy Twombly;
    1.2 Ugo Foscolo, Discorso sulla origine e sull’ufficio della letteratura, 22 Gennaio 1809
    1.3. Famidahna;
    1.4. Prima parte di poesie da Satura;
    1.5. prima parte materiali di Pasolini.
  2. Registrazione  prima parteseconda parte (03/11/2018)
    Materiali:
    2.1 Dhvanyāloka, Anandavardana
    2.2 L’accumulatore informatico
    2.3 Le tavole di Gubbio
    2.4 Due poesie di Rainer Maria Rilke
    2.5 Pier Paolo Pasolini\Lotta continua: 12 Dicembre
    2.6 Lapidi Giuseppe Pinelli
    2.7 Poesie di Pasolini: seconda parte e terza parte (Maria Callas)

    2.8 Poesia di Montale: seconda parte
    2.9 Jerzy Grotowskij, L’azione letterale, 1978
    2.10 Poesia di Bertolucci, da Viaggio d’Inverno, 1971
  3. Registrazione prima parteseconda parte (24/11/2018)
    3.1 Allegoria e Simbolo, G. Lukàcs, 1963
    3.2 La linea del fuoco, F. Fortini; Acciaio, G. Caproni
    3.3 Canzone della pace, Monti\Amodei\Fortini
    3.4 Manifestazione contro la guerra del Vietnam, 1967: Nota, Intervento.
    3.5 Brani da Dissenso e autorità, 1968
    3.6 Attraverso Pasolini: introduzione; la rottura.
    3.7 I funerali di Pinelli, 1969
    3.8 Per Franco Serantini, 1972
    3.9 Fortini e l’allegoria: Ognissanti di Manzoniil canto in Leopardi.
    3.10 Poesie da Questo muro, 1973.
  4. Registrazione prima parteseconda parte (15/12/2018)
    4.1 Tre spiagge e un vuoto: Montale, Sereni, Fortini, Pasolini.
    4.2 Il pubblico della poesia: Effetti di Deriva di A. Berardinelli, Questionario.
    4.2 Prefazione di Pasolini e poesie di Dario Bellezza.
    4.3 Poesie da Il pubblico della poesia, di Eros Alesi, Sebastiano Vassalli, Milo De Angelis.
    4.4 Della poesia, ovvero del dispiacere preliminare, Belfagor, 1980 di Edoardo Esposito.
    4.5 Estratti da Dal piombo alla disco music, di Paolo Morando.
    4.6 Foto dal Festival di Castelporziano, 1979.
    4.7 Sulla storia sociale della poesia contemporanea in Italia, di Guido Mazzoni, 2017.
    4.8 Documento video del festival di Castelporziano.
    4.9 Poesia e inoperosità, da Giorgio Agamben, presentazione di Homo Sacer, Napoli, Novembre 2018 (minuti: da 1:40 a 1:45)
    4.10 Luba art and the making of history, di Mary Nooter Roberts e Allen Roberts.
    4.11 Luba memory theater di Mary Nooter Roberts.
    4.12 Nota e Poesie da Il galateo in bosco, 1978, di A. Zanzotto.
    4.13 Intervista di Giuliana Nuvoli a A. Zanzotto, da «IL CASTORO», NUMERO 148, APRILE 1979.
  5. Registrazione prima parteseconda parte (19/01/2019)
    5.1 Gli anni ’80: dati per descrivere un clima.
    5.2 Estratto dal film La terrazza (1980) di Ettore Scola.
    5.3 Estratto dal film Segreti segreti (1984) di Giuseppe Bertolucci.
    5.4 La pubblicità dell’amaro Ramazzoti (1986).
    5.5 Estratto da Le Voci della Scrittura: Luciano De Crescenzo e il clima della poesia (1987).
    5.6 Il privato e la distanza dal mondo: una poesia di Mario Benedetti.
    5.7 Il neometricismo: due poesie da Medicamenta (1982), di Patrizia Valduga.
    5.8 La trasmissione L’Aquilone (1989), di Giorgio Weiss, ospiti V. Magrelli, M. Guidacci.
    5.9 Valerio Magrelli, Ora serrata retinae (1980): un percorso.
    5.10 Milo De Angelis, Millimetri (1983): un percorso.
    5.11 Estratto da Jean-Luc Nancy, Il calcolo del poeta (1987).
    5.12 Una nota di Florinda Cambria (2012).
    5.13 Là dove la vita imita il teatro (2007), di Florinda Cambria.
    5.12 Una poesia da Ad ora incerta, Primo Levi (1984).
  6. Registrazione prima parteseconda parte (16/02/2019)
    6.1 Cy Twombly, Untitled (New York), 1968.
    6.2 Alcune pagine da Giorgio Agamben, Logos erchomenos, in Categorie italiane, 2007.
    6.3 Franko B., I’m not your babe, part. 1.
    6.4 Poesie di Primo Levi, da Ad ora incerta, 1984.
    6.5 Prefazione di Primo Levi e pagine di commento di Fortini e Raboni.
    6.6 Alcune fotografie di Joel Peter Witkin.
    6.7 Alcune fotografie di Andres Serrano.
    6.8 Cover di In utero dei Nirvana, 1993.
    6.9 My bed di Tracey Emin, 1998.
    6.10 Oliviero Toscani, Newborn baby, 1991.
    6.11 Immagini dalle opere di Vanessa Beecroft.
    6.12 Damien Hirst, The physical impossibility of death in the mind of someone living, 1991.
    6.13 Sir Berners-Lee, voce Wikipedia.
    6.14 Storia del World Wide Web e alcuni dati attuali.
    6.15 Guerra del golfo: video e immagini.
    6.16 Guerre iugoslave: alcune immagini.
    6.17 da alcune pagine da Furio Jesi, Spartakus, 2000.
    6.18 poesie da Giuliano Mesa, I loro scritti, 1992.
    6.19 poesie da Umberto Fiori, Esempi 1992 e Chiarimenti, 1995.
    6.20 Alcune pagine da Umberto Fiori, Etica e poesia e La poesia è un fischio, Marcos y Marcos, 2007.
    6.21 Maurizio Cattelan, Novecento
    6.22 Due poesie da Antonella Anedda, Notti di pace occidentale, 1999.
    6.23 Ederlezi, canto popolare romanì, nella versione di Goran Bregovich.
  7. Registrazione prima parteseconda parte (16/03/2019)
    7.1 William Basinski, Disintegration loop 1.1
    7.2 National September 9\11 Museum: interactive timeline
    7.3 Joel Meyerowitz, Aftermath, 2006
    7.4 John Drew, The falling man, 2001
    7.5 Don DeLillo, The falling man, 2007: due estratti.
    7.6 L’appeso, Tarocchi di Marsiglia.
    7.7 Adam Zagajewski, Prova a cantare il mondo mutilato, in Dalla vita degli oggetti.
    7.8 Cataclasi, voce petrografica della Treccani.
    7.9 Ai Weiwei, Sunflower seeds, 2010.
    7.10 Human, Yann Arthus-Bertrand, 2015. Un estratto.
    7.11 Gherardo Bortolotti, Oltre il pubblico, 2014.
    7.12 Damien Hirst, For the love of God, 2007
    7.13 Mallarmé, Cantico di San Giovanni (data incerta), traduzione inedita.
    7.14 Tiziano, La punizione di Marsia, 1571-76.
    7.15 Anish Kapoor, Marsyas, 2002.
    7.16 Giovanni Piana, L’aulos, da Album per la teoria greca della musica, 2010.
    7.17 Anish Kapoor, Dismemberment site – 1, 2003-2009.
    7.18 Tre teste: Tiziano, La punizione di Marsia (dettaglio); Caravaggio, Scudo di Medusa, Bill Viola, Silent Mountain (da The Passions, 2001)
    7.19 Zbigniew Herbert, Apollo e Marsia, da Rapporto dalla città assediata, Adelphi, 1993.
    7.20 Anish Kapoor, Sky Mirror, 2006.
    7.21 Platone, Simposio215a-216a.
    7.22 Alessandro Ceni, Tra il vento e l’acqua, da Combattimento ininterrotto, 2014.
    7.23 Stefano Dal Bianco, Il vetrino, da Ritorno a Planaval, 2001.
    7.24 Mario Benedetti, L’azzurro, da Materiali di un’identità, 2010.

Germogli:

  1. Michela Torri, Il corpo di Calliope, 16/10/2018
  2. Tommaso Di Dio, Risposta a Torri (Il corpo di Calliope), 31/10/2018
  3. Roberto Ago, Andrea Carandini, La Fondazione di Roma, 4/11/2018
  4. Francesco Albanese, Alcune riflessioni, 9/11/2018
  5. Tommaso Di Dio, Risposta ad Albanese (Alcune riflessioni), 18/11/2018

Linguaggi in transito: Evoluzione umana

NELL’INTRECCIO TRA PALEOANTROPOLOGIA E AUTO-BIO-GRAFIA.       

a cura di Andrea Parravicini (Comitato scientifico di Mechrí)

Il campo di ricerca dell’Evoluzione umana mira a ricostruire l’origine remota e la storia evolutiva che dalle prime forme ominine giunge fino all’emergere degli umani anatomicamente e cognitivamente moderni. Tale ambito di ricerche richiama e fa convergere a sé una pluralità di discipline differenti, dalla paleontologia, alla biologia molecolare, dalla biogeografia alla paleo-ecologia, dalla demografia alla paleo-climatologia, componendo un quadro di ricerche estremamente dinamico e complesso, dentro il quale anche gli oggetti di ricerca necessitano di continui aggiustamenti e trasformazioni. Negli ultimi anni, una serie di straordinarie scoperte paleontologiche e archeologiche, lo sviluppo di nuovi strumenti sofisticati di indagine, innovative tecniche di analisi integrate e metodi di datazione raffinati, stanno rapidamente sgretolando radicate convinzioni e antichi pregiudizi antropocentrici ed eurocentrici: l’idea di un’evoluzione lineare e progressiva del genere umano sta lasciando il posto all’immagine di un intricato cespuglio di specie e generi ominini diversi; la convinzione che l’invenzione delle tecnologie litiche sia opera del genere Homo si sta dimostrando erronea; la credenza che il comportamento simbolico sia una prerogativa esclusiva di Homo sapiens e perfino l’idea per cui le prime pitture rupestri dell’umanità sarebbero state prodotte in Europa, si stanno rivelando pregiudizi infondati.

Nel corso di cinque sessioni verrà presentato, in un linguaggio accessibile ai non specialisti, lo stato attuale delle ricerche e dei dibattiti riguardanti l’Evoluzione umana, con una lezione introduttiva del filosofo della biologia Telmo Pievani (Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Padova). I successivi incontri saranno volti a mettere a fuoco alcune tematiche cruciali, in cui l’ambito scientifico si intreccia alla riflessione filosofica (dall’emergere del bipedismo all’evoluzione dell’intelligenza tecnica, dal ruolo dei fattori climatici e ambientali fino ai primi comportamenti simbolici). Uno degli incontri sarà animato da un dibattito a più voci in cui i biologi Manuela Monti (Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia) e Carlo Alberto Redi (Università degli Studi di Pavia), insieme al coordinatore del ciclo, discuteranno delle ultime frontiere delle ricerche in campo molecolare (dalla genomica sociale agli ultimi sviluppi delle ricerche epigenetiche), mettendo a fuoco il loro significato in relazione all’Evoluzione umana.

L’obiettivo di questo ciclo di incontri non è solo quello di fornire un quadro aggiornato dello stato delle ricerche nel campo dell’Evoluzione umana, ma anche quello di porre queste ultime in un più ampio orizzonte teoretico. La natura stessa delle ricerche che verranno presentate solleva infatti domande eminentemente filosofiche, che andranno discusse e impostate correttamente lungo il cammino. Inoltre, anche lo sguardo teorico e le pratiche interpretanti assunte dallo scienziato e dal biologo evoluzionista nella sua attività di ricerca andranno adeguatamente problematizzate attraverso una prospettiva genealogica accorta. Il proposito è in definitiva quello di aprire uno spazio di riflessione il più possibile proficuo, in cui il procedere della ricerca scientifica sia posto in un confronto costruttivo con le istanze di uno sguardo filosofico consapevole, per delineare un percorso comune, di tipo «auto-bio-grafico», scevro il più possibile da pregiudizi e incomprensioni.

Materiali:

1. 22/12/2019
2. 26/01/2019
3. 23/02/2019
4. 23/03/2019
5
. 11/05/2019

Audio:

1. Prima parte, seconda parte
2. Prima parte, seconda parte
3. Prima parte, seconda parte
4. Prima parte, seconda parte
5. Prima parte, seconda parte

Germogli:

1. Mario Alfieri, Alcune domande e considerazioni, 24/12/2018
2. Teseo Parolini, Appunti sull’incontro del 22 dicembre, 28/12/2018
3. Michela Torri, Domande, 11/01/2019
4. Andrea Parravicini, Risposta a Mario Alfieri (Alcune domande e considerazioni), 19/1/2019
5. Egidio Meazza, Evolvere, progredire, 22/1/2019
6. Egidio Meazza, Sulla definizione di specie, 22/1/2019
7. Andrea Parravicini, Risposta a Teseo Parolini (Appunti sull’incontro del 22 dicembre), 8/2/2019
8. Andrea Parravicini, Risposta a Michela Torri (Domande), 8/2/2019
9. Andrea Parravicini, Risposta a Egidio Meazza (Sulla definizione di specie e Evolvere, progredire), 8/2/2019
10. Roberto Ago, Su incesto e plastica, ovvero l’alpha e l’omega dell’avventura umana, 4/4/2019
11. Manuela Monti e Carlo Alberto Redi, Risposta a Roberto Ago (Su incesto e plastica, ovvero l’alpha e l’omega dell’avventura umana), 16/4/2019
12. Roberto Ago, Risposta a Manuela Monti e Carlo Alberto Redi (Su incesto e plastica, ovvero l’alpha e l’omega dell’avventura umana), 8/5/2019

Esercizi di drammaturgia

DONNE, UOMO, CANI, GUERRE

a cura di Antonio Attisani

La drammaturgia riguarda le azioni (vale a dire la loro composizione, esecuzione o annotazione) e le reazioni che esse suscitano nei rispettivi «spettatori». La drammaturgia non è una «ideografia», ma un farsi e un fare della conoscenza: un fare che impegnerà i partecipanti al ciclo di incontri in un’attività di composizione «poetica» e «musicale» (oppure di bricolage), pur non essendo poeti né musicisti ma soltanto persone spinte dalla necessità di comprendere e disposte a cercare di farlo attraverso il gioco. Un gioco di guerra, nel quale si pone una scelta drastica tra l’obbedire e il disertare.

Punto di partenza degli esercizi sarà l’osservazione, da parte di diversi autori e in diversi testi, dell’intreccio fra sessualità e desiderio di morte, e della sua pervasività nelle azioni umane. Affronteremo questo tema, ci immergeremo in questo gioco perché siamo poco persuasi dalle (o del tutto estranei alle) discipline che sulla questione hanno già fornito risposte.

Prima di ogni appuntamento, ai partecipanti verranno forniti vari materiali sulla base dei quali essi elaboreranno un personale «resoconto» da depositare in un grande raccoglitore: un Libro segreto, di esclusiva proprietà e consultazione dei partecipanti. Ogni sessione svilupperà una serie di improvvisazioni individuali e collettive, guidate dal coordinatore. I partecipanti potranno utilizzare uno o più materiali tra quelli proposti e depositati nel Libro segreto (testi, fotografie, disegni, video, musiche ecc.) e diversi linguaggi, per esprimere in forma «poetica» e dal vivo il proprio esercizio. 

Prima sessione:
1. Lettera di benvenuto
2. Cosa mi ha portato qui
3. Dossier

Seconda sessione:
Dossier

Terza sessione:
In vista del 20 gennaio 2019

Germogli:
1. Lorenzo Karagiannakos, Molte parole sul sapere comune, 30/1/2019

Crocevia dei linguaggi

a cura di Florinda Cambria, Francesco Emmolo, Enrico Redaelli
(Presidenza e Comitato scientifico di Mechrí) 

I Crocevia dei linguaggi sono occasioni per fare il punto in itinere sugli intrecci transdisciplinari che via via si delineano tra i cicli formativi in corso nell’anno sociale. Con l’intento di farli reciprocamente reagire e di chiarirne gli snodi problematici, in ogni Crocevia verranno chiamati a interrogarsi reciprocamente, due a due, i percorsi seminariali, gli Esercizi e i Linguaggi in transito proposti dai coordinatori. Le sessioni di Crocevia sono da intendersi anzitutto come occasioni per tenere il passo dei lavori in corso e per condividerne gli sviluppi anche con i Soci che non hanno modo di partecipare a tutte le sessioni in calendario. L’obiettivo principale resta quello di mettere alla prova la capacità di reciproca risonanza delle prospettive attraverso cui si andrà perlustrando la questione generale che è oggetto dei cicli tematici di quest’anno: l’evolvere delle forme di vita e il loro reciproco intreccio, tra metamorfosi, progresso e variazione. 

Audio:

I. Esercizi di drammaturgia e Seminario delle arti dinamiche
Prima parte, seconda parte
II. Seminario delle arti dinamiche e Seminario di filosofia

Prima parte, seconda parte
III. Seminario di filosofia e  Linguaggio in transito: Evoluzione umana

Prima parte, seconda parte

Germogli:

1. Carlo Sini, Sul Transdisciplinare, 24/01/2019
2. Eleonora Buono, Il Fantasma della Transdisciplinarietà, 22/02/2019
3. Arianna Mazzotti, In un tempo rubato, 14/03/2015
4. Giovanni Fanfoni, Sei domande, 26/05/2019
5. Carlo Sini, Risposta a Fanfoni (Sei domande), 11/06/2019

Costellazioni

a cura di Florinda Cambria, Francesco Emmolo, Enrico Redaelli
(Presidenza e Comitato scientifico di Mechrí)

 Le costellazioni si configurano anzitutto negli occhi di chi osserva con attenzione paziente la volta del cielo notturno. È questo il genere di osservazione che anzitutto si richiede a coloro che desiderino mettere a frutto la proposta formativa della nostra Associazione. Il lavoro culturale svolto negli anni passati ha infatti consentito di depositare (nel sito on line, nelle pubblicazioni di «Percorsi Mechrí» per Jaca Book, ma anche negli appunti e nella memoria di chi quei percorsi ha attraversato in prima persona) materiali che sono come un piccolo bagaglio di tracce luminose. Interrogando quelle tracce e individuando in esse continuità tematiche e snodi problematici, è possibile configurare via via mappe per orientarsi nell’esercizio di studio e approfondimento che è imprescindibile per quel pensiero transdisciplinare a cui Mechrí primariamente aspira. Tale esercizio consente tra l’altro di condividere con i nuovi Soci lo stile e gli esiti delle ricerche condotte negli anni passati, così da mettere tutti in condizione di partecipare alle attività in modo operativo e consapevole.

Proseguendo l’esperimento avviato lo scorso anno, ciascun appuntamento del ciclo chiamato «Costellazioni» impegnerà i partecipanti per una intera giornata di lavoro, così da addestrarsi a un pensiero corale in cerca di forme anche inedite di rielaborazione ed espressione collettiva e individuale. I coordinatori del ciclo predisporranno di volta in volta un plico di materiali tematici e proporranno un metodo di lavoro in base ai quali svolgere l’esercizio. I partecipanti agli incontri potranno così, da una parte, forgiarsi alla dimensione laboratoriale che caratterizza i percorsi di Mechrí, dall’altra seguire il filo dei pensieri che lega i percorsi passati a quelli attualmente in corso.

Plico:
Potenza e prosperità

Domande:
1. Pensare per domande
2. Gianfranco Gavianu, Dynamis ed Energheia: alcune domande, 24/01/2019

3. Marco Tronconi, Sì e no, ma soprattutto Altro, 31/01/2019
4. Mario Alfieri, Dalla parte al tutto e ritorno?, 31/01/2019

Nuove risonanze in transito:
1. Enrico Redaelli, Il tutto, le parti, 11/01/2019
2. Francesco Emmolo, Comporre: anticipare l’efficacia delle parti, 22/01/2019
3. Giovanni Fanfoni, Fare spazio. Questioni su prosperità e potenza, 31/01/2019

Figure:
Lo Straniero
La Festa Lavoro
La Commessura
L’Onda Nicchia
L’Arciere
Il Vortice
Il Vate
Il Patriarcale
Il Matriarcale
Il Leader
Il Continuo
Il Condividuo

Didascalia delle figure

Germogli:

1. Eleonora Buono, Separati dalla potenza, 17/11/2018
2. Matteo Ponti, Fuori dallo stormo, 25/11/2018

Relazioni dei gruppi di lavoro:

I. Le parti, il tutto
Presentazione del lavoro
Mappa comune

Lavori individuali:

Mario Alfieri, Dalla parte al tutto e ritorno?
Matteo Ponti, Tutto e parte
Matteo Ponti, Mappa
Marco Tronconi, Il bugiardino del Farsi bussola
Marco Tronconi, Paradigma matriarcale
Marco Tronconi, Paradigma patriarcale
Marco Tronconi, Sono nate queste tre figure
Marco Tronconi, Stranierovortice
Marco Tronconi, Bussola
Annapaola Varaschin, Il cosmicomico

Ricanti:

a. Marco Tronconi, Domande e considerazioni
b. Mario Alfieri, Riflessioni sul tema parte-tutto
c. Matteo Ponti, Tutto parte anarchia dialogo

II. Prosperità, utilità, potere
Presentazione del lavoro

Ritmo, misura, conoscenza. Per una formazione transdisciplinare


A cura di Florinda Cambria, Tommaso  Di Dio, Gabriele Pasqui, Carlo Sini

In collaborazione con Book City Milano, Mechrì apre le porte del suo Laboratorio alla cittadinanza per una discussione intorno al tema della formazione con Carlo Sini, Florinda Cambria, Tommaso Di Dio, Gabriele Pasqui (tra gli autori del volume collettaneo Vita, conoscenza, che ha recentemente inaugurato la collana «Percorsi Mechrí» presso Jaca Book). Al centro della riflessione una domanda: come elaborare un abito formativo in grado di superare l’attuale divisione e dispersione specialistica dei saperi? È praticabile un’armonizzazione delle diverse modalità con cui il vivente umano si fa soggetto conoscente? I partecipanti saranno sollecitati a riflettere sulle attuali difficoltà dell’economia della vita sul pianeta e sulla funzione della cultura nel nostro tempo.

Audio:
17/11/2018