Anno sociale 2024-2025
Suppellettili e facciate, portoni e pareti, fregi e sepolcri, arazzi, tappeti, vetrate, pulpiti e monili, soffitti e pavimenti, ma anche fogli, tele, stampe e altro ancora: non vi è superficie su cui non possa esercitarsi la pratica dell’istoriare. Istoriare vuol dire mettere in figura un racconto tramandato (miti, leggende, storie, credenze…), far presente il passato materiando le parole di chi non c’è (o non c’è più), fare spazio al tempo o a quel che del tempo resta. Strano ornamento sono le istoriazioni: testimonianza accessoria rispetto alle scritture che “fanno storia”, luogo accidentale dell’epos, figura inessenziale della memoria, quasi un divertissement per “ammazzare il tempo”.
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-> 1. Figurare storie
11/01/2025Qualcosa è segretamente custodito nell’atto figurativo del raccontare storie: una particolare dimensione del conoscere e del rammemorare, qualcosa di apparentemente accessorio (“inessenziale” come i decori che ornano le superfici istoriate). Che differenza c’è tra “raccontare storie” e “raccontare la storia”? Il metodo della moderna storiografia scientifica (Antoine Arnaud). La verità storica e il fondamento (non-storico e non istoriabile) della sua credibilità.
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-> 2. La dynamis dei racconti
08/02/2025Istoriare è replicare racconti: quale il supporto del trasferimento? Qual è il continuum che consente la traduzione? Cosa vige tra una figurazione e la sua traduzione? Istoriare è risalire alla fonte di tutti i racconti. Ornare è rammemorare l’irraffigurabile. W. Benjamin: l’Angelo della storia, il tempo “adesso” (Jetztzeit), l’immemorazione (Eingedenken). E. Morante, Menzogna e sortilegio: il “morbo fantastico”, la madre “Notte”, la favola come pharmakon. L’efficacia dei racconti: cfr. C. Sini, Raccontare il mondo. Filosofia e cosmologia.
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-> 3. Esercizi di ricanto
15/03/2025Come animare il racconto? Esperimento: esecuzione di un canovaccio; argomenti come personaggi del racconto, bozzetti da istoriare. Il tempo cronico (Clio e l’alfabeto) e il canto dell’Angelus Novus (Paul Klee). Benjamin e l’immagine dialettica. Verso una “conoscenza che danza” (cfr. Seminario arti dinamiche 2019-2020), per un “nuovo filosofare storico” (F. Nietzsche).
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-> 4. Esercizi di montaggio orizzontale
05/04/2025Costruire racconti come costellazioni, muovendo dalla prospettiva singolare che accade adesso (Benjamin) e confidando nella sua operatività compositiva. Riferimenti: AA.VV., Vita, conoscenza (2018); M. Vargas Llosa, Il narratore ambulante (trad. it. 2010); C. Sini, Idioma (2021); Ch. Malamoud, Femminilità della parola (trad. it. 2008); F. Cambria, Far danzare l’anatomia (2007); J. Derrida, Forsennare il soggettile (trad. it. 2014); F. Cambria, Leggere L’universale singolare di Sartre (2017).
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-> 5. L’ultimo passo, il primo. Esperimenti di brusio
03/05/2025Sartre: la storia come prassi istoriale. Autobiografia: la danza circolare che redime il passato. F. Nietzsche, il “difetto ereditario dei filosofi” e il nuovo “filosofare storico”. C. Sini, Filosofia e memoria (2025). R. Barthes, Il brusio della lingua (trad. it. 1988); Pierre Guyotat: “dove carne e materia e materiale della prostituzione entrano in contatto per uno scambio con la scienza clandestina, dalla mistica colpevolizzata all’eresia supplice”. Profondità e superficie: dal racconto storico al racconto geografico. Milton Babbitt: My Ends are My Beginnings; Music for the Mass – Kyrie.