Anno sociale 2019-2020

-> Seminario di filosofia

I confini dell'anima: Musica e Cosmologia

Due sentenze, di Eraclito e di Aristotele, aprono il cammino del Seminario: che i confini dell’anima sono infiniti, dice la prima; perché l’anima è in certo modo tutte le cose, suggerisce la seconda. Sulla scorta di questi due fuochi lontani, il percorso evoca una successione di stazioni luminose, richiamate dalla notte della memoria e dell’oblio. In questo percorso le nozioni di anima, universo, cosmo, musica e parola giocano una danza inaspettata quanto imprescindibile per la nostra attuale comprensione di uomini antichi e di moderni quali siamo.

Si comincia dalla apocalittica scena finale della Repubblica di Platone, dove il destino delle anime è scandito dal canto delle Parche, per retrocedere al grande cosmo pitagorico, cifra sempre attuale dell’Occidente e soglia dell’Oriente. Qui si dispiega la misteriosa cosmologia, e psicologia, indiana, nostra nascosta origine e destino. Quindi Giovanni Scoto Eriugena, Cusano, Bruno, Spinoza, per raccontare l’altra storia dell’Occidente, con le sue radici lontane (lo Pseudo-Dionigi Areopagita) ma tenaci e costanti. Una storia avversata e condannata nei secoli dei secoli (Davide di Dinant), ma sempre rinata, restaurata e rivissuta; per terminare infine con Schopenhauer e Nietzsche, i maledetti della musica e della (divina) materia.

    Sessioni

  • -> 1. Confini dell’anima

    La sessione esplora il concetto filosofico e mitologico dell’anima, partendo da citazioni di Eraclito e Aristotele che ne sottolineano la profondità e il carattere indefinito. Attraverso riferimenti a Platone, in particolare il mito di Er e la struttura tripartita dell’anima, si indaga la memoria, l’oblio e il destino dell’anima, con un richiamo ai miti di Procuste e Teseo. Citati anche Heidegger, Trasimaco, Freud e Harold Bloom.

    Audio

    • Registrazione [1]

      Scarica
    • Registrazione [2]

      Scarica

    Materiali

    Scarica

    Considerazioni

    Scarica
  • -> 2. Confini, suono, luce

    La sessione affronta i confini dell’anima attraverso le frasi di Eraclito e Aristotele, esplorando la natura metaforica del discorso filosofico e la relazione tra suono e luce nella tradizione pitagorica e vedica. Si citano autori come Nietzsche, Platone, Aristotele, Mario Schneider e riferimenti ai Veda indiani. Il tema centrale è l’armonia cosmica, la vibrazione come principio originario e l’idea che il cosmo sia un corpo vivente, modello per la conoscenza umana.

    Audio

    • Registrazione [1]

      Scarica
    • Registrazione [2]

      Scarica

    Materiali

    Scarica

    Considerazioni

    Scarica
  • -> 3. Suono, linguaggio, cosmo

    La sessione esplora il rapporto tra suono, luce e nascita della coscienza, intrecciando tradizioni vediche, filosofia occidentale e studi contemporanei. Citando Mario Schneider e Daniel Stern, si analizza l’origine preverbale e linguistica del sé, la differenza tra impulso e desiderio, e la complessità della comunicazione umana. Si riflette sull’intraducibilità dell’esperienza originaria e sul paradosso tra sé esistenziale e sé verbale, evidenziando la natura ambigua e profonda del linguaggio.

    Audio

    • Registrazione [1]

      Scarica
    • Registrazione [2]

      Scarica

    Materiali

    Scarica

    Considerazioni

    Scarica
  • -> 4. Il tamburo primordiale

    La sessione esplora il significato metafisico e cosmologico del tamburo come simbolo della vita, del ritmo e dell’origine dell’essere, citando autori come Mario Schneider, Platone e Sant’Agostino. Il tamburo è descritto come un “cadavere vivente” e un ponte tra cielo e terra, incarnazione del vuoto originario e della vibrazione primigenia (Prajapati). Viene sottolineata l’importanza del suono e del ritmo come fondamenti dell’universo e dell’esperienza umana, in un dialogo tra tradizioni orientali e occidentali.

    Audio

    • Registrazione [1]

      Scarica
    • Registrazione [2]

      Scarica

    Materiali

    Scarica

    Considerazioni

    Scarica
  • -> 5. Filosofia e rivelazione medievale

    La sessione esplora il pensiero di Giovanni Scotto e Riugena, filosofo medievale del IX secolo, e la sua influenza sulla filosofia europea. Si analizza la sua opera principale, De Divisione Nature, che affronta l’identità tra ragione e rivelazione, la natura della realtà e l’interpretazione della verità come processo infinito. Vengono citati Plotino, Mario Dal Prà, Cesare Vasoli, Spinoza, Kant, Wittgenstein e Nietzsche, sottolineando il materialismo mistico e la relazione tra creatore e creatura.

    Audio

    • Registrazione [1]

      Scarica
    • Registrazione [2]

      Scarica

    Materiali

    Scarica

    Considerazioni

    Scarica
  • -> 6. Memoria, materia, filosofia

    La sessione tratta il tema della memoria come fondamento del sapere e dell’identità, esplorando il paradosso tra ricordo e oblio, con riferimento a Platone, Daniel Stern e George Steiner. Vengono approfonditi autori medievali come Giovanni Scotto e Riugena, Davide di Dinan e Amalrico di Bene, e la loro influenza su pensatori successivi quali Cusano, Bruno e Spinoza. Si discute inoltre la rivoluzione copernicana, Husserl e l’universo infinito nella filosofia di Bruno.

    Audio

    • Registrazione [1]

      Scarica
    • Registrazione [2]

      Scarica

    Materiali

    Scarica

    Considerazioni

    Scarica
  • -> 7. Bruno, Spinoza e la tradizione

    La sessione analizza il pensiero di Giordano Bruno e la sua relazione con Copernico, evidenziando la sua visione magico-ermetica e il recupero di antiche filosofie pre-cristiane, come mostrato dalla studiosa Frances Yates. Viene inoltre approfondito il ruolo di Spinoza e il legame con il “Trattato dei tre impostori”, testo clandestino che critica le religioni monoteistiche. Entrambi gli autori sono centrali in una tradizione di pensiero eretica e materialista che ha influenzato l’Illuminismo e la modernità. Citate: Frances Yates, Davide Dedinò, Nietzsche, Lessing, Spinoza, Hobbes, Jean Baudin.

    Audio

    • Registrazione [1]

      Scarica
    • Registrazione [2]

      Scarica

    Materiali

    Scarica

    Considerazioni

    Scarica
  • -> 8. Quattro sfondamenti orientali

    La sessione analizza quattro “sfondamenti a Oriente” fondamentali nella filosofia europea: Friedrich Kreuzer, Arthur Schopenhauer, Richard Wagner e Friedrich Nietzsche. Si evidenzia come essi abbiano rivoluzionato la visione occidentale, integrando culture e filosofie orientali, soprattutto quella indiana e zoroastriana. Nietzsche rappresenta il culmine di questo percorso, con la sua critica a Schopenhauer e Wagner e la nascita di una nuova visione estetico-metafisica, culminante nello Zaratustra, simbolo del superamento del bene e del male. Particolare attenzione è data anche alla riflessione su scienza, arte, storia e progresso.

    Audio

    • Registrazione [1]

      Scarica
    • Registrazione [2]

      Scarica

    Materiali

    Scarica

    Considerazioni

    Scarica
Carlo Sini

Carlo Sini

Direttivo di Mechrí: Vicepresidente Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei e dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere